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Associazione Mirco Ungaretti: “Fondamentale insegnare il primo soccorso nelle scuole”

Domani anche l'inaugurazione del defibrillatore donato dalla Korber Tissue al distaccamento dell'istituto Sandro Pertini

Si terrà domani (5 marzo) l’inaugurazione del defibrillatore donato dalla Korber Tissue al distaccamento dell’istituto Sandro Pertini in via Barsanti e Matteucci. Evento al quale saranno presenti il consigliere regionale Stefano Baccelli, il provveditorato agli studi di Lucca, il Comune di Lucca e la dirigente scolastica Daniela Venturi.

Un evento importante che segna la lunga “carriera” della formazione dell’associazione Mirco Ungaretti, organizzazione nata nel 2012 in memoria di Mirco, soccorritore, morto all’età di 33 anni per un arresto cardiaco improvviso nel sonno. Persona molto amata nel mondo del volontariato ed ancora oggi molti lo ricordano con affetto e devoziome. Lo scopo dell’associazione è sempre stato quello di dare a tutti la possibilità di ‘saper cosa fare al momento giusto’ insegnandolo nelle scuole per farlo diventare una materia d’istruzione. Da nove anni, infatti, la Mirco Ungaretti sta cercando il modo di rendere possibile l’insegnamento del primo soccorso all’interno delle scuole del territorio.

“Se questo modello di formazione fosse adottato da tutti i provveditorati in ogni scuola d’Italia – spiega il fondatore dell’associazione e fratello di Mirco, Stefano – significherebbe ridare la vita alle migliaia di persone che ogni anno vengono colpite da un arresto cardiaco improvviso. Il nostro progetto è già stato classificato dal Miur come un possibile progetto pilota. Personalmente  per me è questa è diventata una missione di vita in memoria di mio fratello ma anche di mio padre morto per lo stesso motivo quando ero solo un bambino. Rimasi immobile non sapendo cosa fare, mentre mia madre e mio fratello tentarono invano di riprodurre ciò che avevano imparato grazie alla televisione, ma nulla a che vedere con la vera rianimazione cardio polmonare. Da allora mi sono sempre chiesto perchè non ci sono state insegnate queste cose a scuola. Oggi posso dire di averlo insegnato io con la mia Onlus ora OdV, a più di 29mila studenti. Alcuni di loro, grazie alle due ore di lezione in aula con noi, hanno salvato il padre, la nonna o il vicino”.

“In tutto siamo 36 docenti – spiega – 20 di questi, nonostante la pandemia, hanno continuato a lavorare a scuola con i loro manichini, il loro defibrillatore trainer e hanno insegnato poche e semplici manovre salvavita ai loro studenti. Abbiamo stimato che se almeno ogni scuola secondaria avesse tra i 2 e i 5 docenti formati la divulgazione delle manovre salvavita, sarebbe finalmente capillare in tutta l’Italia. I docenti sarebbero affiliati alle associazioni di volontariato e/o alle centrali 118. Riceverebbero inoltre ogni aggiornamento normativo dal proprio centro di formazione affiliato come istruttori regionali o nazionali (linee guida Irc o Aha o Cri). Grazie al provveditorato agli studi di Lucca e Massa e Carrara Donatella Buonriposi e del suo staff il progetto sta andando avanti sia nella formazione del Blsd alle quinte superiori per permettere ai ragazzi di ricevere il credito formativo oltre ad un attestato riconosciuto in tutta l’Italia. Abbiamo dimostrato con i nostri umili dati che la formazione docenti funziona se svolta con un progetto ripetuto nel tempo svolto dalle istituzioni (118 e provveditorato) e se necessario con il sostegno delle associazioni di volontariato presenti sul territorio”. 

 

 

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