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Priorità alla scuola, indetta una mobilitazione nazionale per il 26 marzo

La manifestazione si terrà in concomitanza con lo sciopero indetto dai Cobas

Il 26 marzo il comitato Priorità alla scuola ha indetto una mobilitazione nazionale contro la chiusura degli istituti scolastici e per chiedere di convogliare le risorse del Recovery fund sulla scuola pubblica in concomitanza con lo sciopero dei Cobas.

“A sei mesi di distanza dalla grande manifestazione di Roma – spiega il comitato – lanciamo una nuova grande mobilitazione nazionale per il 26 marzo, in concomitanza con lo sciopero indetto dai Cobas, a cui ha già dato la sua adesione il Coordinamento nazionale precari scuola. Come il 26 settembre scorso, tutto il Paese è invitato a porre attenzione alla scuola pubblica e a esprimersi in sua difesa e per la sua valorizzazione: la scuola è perno della cittadinanza e del pieno godimento di tutti i diritti, uno dei fondamenti del patto sociale che unisce la comunità. Senza scuola non ci sono diritti. L’obiettivo della manifestazione consiste nel chiedere che una congrua parte del Recovery Fund sia riservata al rilancio della scuola pubblica: servizi educativi per l’infanzia, scuola dell’obbligo, superiori di secondo grado, dal nido all’università, il diritto allo studio deve essere tra le vere priorità del Paese; deve essere garantito anche un incremento della spesa pubblica annua portandola almeno ai livelli della media europea, pari al 5% del Pil”.

“Il primo urgente provvedimento di riforma riguarda l’immediata riduzione del numero di alunni e alunne per classe, fissando un tetto massimo di venti, abolendo ogni possibilità di accorpamento per le classi successive – prosegue la nota -. Si chiede che i finanziamenti del Recovery Fund siano utilizzati per il potenziamento di tutto il personale scolastico, con un piano di assunzioni e di stabilizzazione dei docenti precari, adeguamento degli spazi e degli edifici scolastici, con ripristino di vecchi edifici e realizzazione di nuovi. La mobilitazione è stata decisa durante l’assemblea della rete di Priorità alla Scuola, che si è tenuta domenica 28 febbraio. Tutte e tutti coloro che sono intervenuti/e erano ben consapevoli di dover guardare al futuro vigilando sul presente. E infatti, nel momento stesso in cui si è sciolta l’assemblea, è cominciata la mobilitazione permanente per impedire che il nuovo Dpcm inasprisca le misure per il contenimento dell’epidemia unicamente in materia di scuola”.

“Con lo slogan Basta colpire le scuole centinaia di mail sono state inviate alle istituzioni nazionali e locali ed è stata lanciata la campagna social ‘Giallo arancione rosso la scuola sempre al primo posto’: una galleria di volti e slogan provenienti da tutta Italia, che chiedono rispetto per la scuola e per i ragazzi che vivono in questo Paese, entrambi ridotti a capro espiatorio delle incapacità del Governo, della mancanza di volontà e dell’ipocrisia degli amministratori locali – conclude la nota -. Sono già previste diverse mobilitazioni a livello locale nei prossimi giorni, in vista del 26 marzo: con presìdi, lezioni in piazza, striscioni sui portoni delle scuole e alle finestre delle case. Priorità alla Scuola sarà presente anche agli appuntamenti dell’8 marzo, sciopero femminista e transfemminista, e il 19 marzo per lo sciopero globale per il clima”.

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