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Giornata internazionale degli infermieri, Bezzini: “Costruiamo insieme la sanità del futuro”

L'assessore regionale al diritto alla salute: "La Toscana ha incrementato nel 2020 il personale infermieristico a tempo indeterminato di oltre 2 mila unità"

Oltre 2 mila infermieri a tempo indeterminato in più nel 2020. Sono questi i numeri dati dall’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini per la Giornata internazionale dedicata al personale infermieristico, che per l’occasione ha inviato i propri saluti al congresso della Federazione degli ordini professionali degli infermieri.

“Grazie per il vostro indispensabile e prezioso lavoro e per la forza, la professionalità e l’umanità con cui state affrontando, sul campo, questa drammatica pandemia da oltre un anno. E un invito: costruiamo insieme la sanità toscana del futuro prossimo, che sempre più avrà bisogno di competenze continuamente aggiornate e di integrazione multiprofessionale – ha detto Bezzini -.Questa lunga emergenza sanitaria ha dato alle figure delle infermiere e degli infermieri un pieno riconoscimento, non solo per lo straordinario impegno professionale, ma anche per il ruolo fondamentale che hanno avuto nel garantire la comunicazione con i familiari dei malati covid. Oggi è più chiaro, agli occhi della comunità, quanto l’infermiere rappresenti un punto di riferimento all’interno del sistema sanitario”.

“I sistemi sanitari e di cura nel mondo sono stati investiti da una sfida epidemiologica straordinaria, che obbliga tutti a rivalutare i modelli di gestione adottati, per adeguarli alle incerte prospettive che abbiamo davanti. Si è molto parlato, a questo fine, del concetto di resilienza, che è poi entrato anche nel titolo del Piano nazionale di ripresa. Riorganizzare dunque il servizio sanitario in modo che sia capace di fronteggiare scenari diversi, anche molto critici, come quello in cui ancora ci troviamo: questo è il compito che abbiamo di fronte. In questo senso – prosegue Bezzini – indico due aspetti che mi sembrano strategici in questa prospettiva ‘rifondativa’ del sistema. La Regione Toscana, diversamente da altri, ha incrementato nel 2020 il personale infermieristico a tempo indeterminato di oltre 2 mila unità e considerando anche conto delle modalità flessibili si arriva a circa 3 mila unità. Il senso è che solo puntando sull’acquisizione di professionisti in forma stabile è possibile formare operatori esperti che maturano e arricchiscono nel tempo le proprie conoscenze, grazie anche all’esperienza sul campo. Diventa quindi sempre più importante e strategico riconoscere e valorizzare l’apporto professionale dell’individuo, il capitale intellettuale rappresentato dalle conoscenze e dalle competenze possedute: se il faro è la gestione della conoscenza, allora la formazione di qualità costituisce una leva strategica”.

“L’altro aspetto che vorrei sottolineare riguarda l’attenzione che dobbiamo porre oggi sulla sanità territoriale, di cui questa pandemia ci ha mostrato l’importanza strategica. Parlare di servizi territoriali, prossimi alle persone, implica richiamare un concetto più ampio di salute cui riferirsi, che è poi quello da tempo enunciato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Ci dirigiamo verso le nuove frontiere della medicina: personalizzata, predittiva, partecipativa. Ritengo che la figura dell’infermiere, e in particolare dell’infermiere di comunità, sia al centro di questa partita, come una sorta di regista che soddisfa il fabbisogno di continuità dell’assistenza. Sto cercando di improntare il mio mandato al dialogo ed al confronto con tutti i portatori d’interesse del sistema sanitario regionale, tra i quali gli ordini professionali rappresentano una delle componenti più importanti. Ascoltare per comprendere, confrontarsi per decidere, nella chiarezza dei ruoli: il ruolo degli infermieri in questo processo – conclude Bezzini – sarà fondamentale”

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