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Carenza di infermieri e Oss nelle Rsa, i sindacati incontrano il prefetto

Cgil, Cisl, Uil e associazioni datoriali: "Siamo sull'orlo della mancanza dei parametri assistenziali di legge"

Si è tenuto questa mattina (27 maggio) l’incontro alla prefettura di Lucca chiesto dai sindacati Cgil, Cisl e Uil in merito alla carenza di personale nelle strutture socio sanitarie del territorio, con particolare riferimento alle Rsa.

All’incontro hanno partecipato oltre a Fp Cgil, Uil Fpl, Fisascat Cisl, anche le organizzazioni datoriali Confcooperative coordinamento gestori Rsa e Federsolidarietà. Nell’incontro i sindacati e le organizzazioni datoriali hanno illustrato “la situazione gravissima – si legge in una nota – in cui si trovano le gestioni delle strutture in particolare per la carenza di infermiere/i con situazioni che sono ormai sull’orlo della mancanza di parametri assistenziali imposti dalla legge. Questa illustrazione fa seguito ai comunicati degli ultimi giorni dove si palesava la possibilità di consegnare le chiavi delle strutture al prefetto da parte dei gestori”.

“È importante rilevare che le parti sociali hanno fatto varie proposte operative chiedendo al prefetto di farsene carico nei confronti della Regione Toscana e con la Asl Costa – spiegano i sindacati – tra le quali il riconoscimento da parte della Regione Toscana della figura di Oss, ovvero la Oss complementare, una operatrice socio sanitaria con ulteriori 400 ore di formazione che è in condizione di effettuare funzioni più avanzate nella cura alla persona; tale figura è presente sul territorio ma non è riconosciuta dalla Regione Toscana come invece lo è ad esempio in Emilia, e in Veneto; l’intervento da parte della Asl (come già avvenuto in massima emergenza nelle strutture Covid) con personale integrativo dipendente del servizio sanitario Regionale che garantisca i livelli di assistenza nelle strutture; valutare la possibilità di rimodulare gli orari in via del tutto transitoria anche con deroghe autorizzate ovviamente dalle istanze preposte; programmare le assunzioni nel servizio sanitario regionale coordinandole col fabbisogno delle strutture in gestione o private sul territorio; valutare la possibilità , come già fatto in Veneto di abilitare professionalità provenienti da paesi esteri; sgravare di responsabilità il personale Oss che nell’agire in emergenza potrebbe trovarsi ad effettuare attività anche oltre le proprie competenze funzionali; derogare a “quota 100” consentendo il rientro in servizio su base volontaria di personale in quiescenza nell’ultimo periodo”.

“Queste ed altre proposte – prosegue la nota – sono da tempo all’attenzione della Regione Toscana ma le risposte non sono mai arrivate, d’altra parte va anche rilevato che questo stato di cose sono da imputare a decenni di mancata programmazione, di carenze strutturali della sanità e delle politiche socio sanitarie sul territorio. Non possiamo far passare l’idea che la rete di assistenza creata ed alimentata in particolare dagli appalti pubblici, sia relegata in una sorta di girone di serie B dove il personale ha meno diritti, meno salario e dove ora addirittura vengano meno i parametri di assistenza nei confronti di ospiti e pazienti”.

“Il prefetto di Lucca – conclude la nota – al quale va il ringraziamento dei sindacati per la tempestiva convocazione e per l’interessamento competente, ci ha assicurato la sua volontà di veicolare le proposte a livello regionale e nazionale esprimendo la sua precisa volontà di operare per trovare soluzioni sia a breve quanto a lungo termine. I direttori di zona distretto Asl di Versilia a Garfagnana e Lucca hanno assicurato il loro interessamento chiarendo, come è evidente di non avere la possibilità di attuare soluzioni se non in presenza di decisioni da parte degli enti preposti. Per quanto riguarda i sindacati diamo una valutazione positiva della riunione, rispetto al grado di consapevolezza raggiunto da tutte le parti in causa della gravità dei problemi denunciati; tuttavia non si può fare a meno di evidenziare l’inerzia della Regione Toscana che aveva ed ha il preciso dovere di agire immediatamente per risolvere una situazione che sta divenendo sempre più drammatica ogni giorno che passa. Nelle prossime settimane, siamo già a conoscenza che usciranno numerose/i altri infermieri dalle Rsa per essere assunti nel servizio sanitario regionale; a quel punto, senza soluzioni, non saremo più a rischio, ma saremo sotto i parametri assistenziali di legge e allora, ci vedremo costretti ad andare oltre le proposte per aprire, pur facendo di tutto per evitarlo, lo stato di agitazione”.

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