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Associazione diabete tipo 1, prosegue l’attività dello sportello di supporto psicologico

Le consulenze si tengono all’ambulatorio di diabetologia pediatrica dell’ospedale San Luca di Lucca

Il 14 novembre ricorre la Giornata mondiale del diabete.

L’Associazione diabete Tipo 1 Lucca Aps coglie l’occasione di questa ricorrenza per ringraziare il Lions Club Lucca Host che nel giugno 2019, sotto la guida della presidente Maria Gloria Montinari, ha consentito con il suo contributo di dar vita, con la preziosa collaborazione della dottoressa Lisa Carrara, allo sportello di supporto psicologico all’ambulatorio di diabetologia pediatrica dell’ospedale San Luca di Lucca.

Responsabile è Franca Benucci del reparto di pediatria dell’ospedale San Luca di Lucca diretto dalla dottoressa Angelina Vaccaro. Tale servizio viene offerto gratuitamente, in convenzione con la Asl Toscana Nord Ovest, ai giovani pazienti affetti da diabete tipo 1 seguiti con cura e competenza dalla dottoressa Franca Benucci.

“Ad ottobre scorso – dicono dall’associazione diabete tipo 1 Aps – abbiamo avuto l’onore di partecipare al conviviale su invito del presidente Cesare Rocchi per poter presentare ai soci Lions Lucca Host i risultati straordinari del service psicologico che ci auguriamo possa continuare, il diabete tipo 1 ha una difficile gestione, un circolo circadiano che non sempre trova equilibrio nonostante le nuove tecnologie a disposizione resta sempre una cura molto invasiva e soprattutto le numerose variabili dell’andamento glicemico richiedono sforzi continui e purtroppo ancora oggi la società non conosce il diabete tipo 1 e ne ha paura“.

Il service è un importante spazio di consulenza, ascolto e sostegno, rivolto a bambini, adolescenti con diabete tipo 1 e anche ai familiari dei giovani pazienti. Ricordiamo che il diabete tipo 1 è una malattia autoimmune per la quale il sistema immunitario non riconosce le cellule beta del pancreas che producono insuline e le attacca fino a distruggerle. È una patologia che, dopo il suo esordio, è lunga tutta una vita e ad oggi l’unica cura esistente è l’insulina, che nelle sue somministrazioni plurigiornaliere può essere somministrata sia in modo tradizionale, con penne multiniettive, sia con microinfusori, ovvero piccole pompe di insulina che i pazienti portano costantemente con sé con impianto di ago cannula. Al fine di un buon controllo glicemico è necessario il monitoraggio continuo della glicemia, 24/24 h tutti i giorni dell’anno, senza sosta e per tutta la vita.

Non è sempre facile raggiungere l’equilibrio glicemico ottimale, è un percorso fatto costantemente da alti (le iperglicemie) e bassi (le ipoglicemie) che hanno importanti riflessi sui momenti della vita di tutti i giorni, non solo dal punto di vista medico in senso stretto, ma anche per le conseguenze su tutte le altre attività quotidiane (esempio: studio, sport, eccetera).

Il diabete di tipo 1 è diverso dal più famoso diabete di tipo 2, detto comunemente anche alimentare o dell’anziano: fra le tante differenze esso non insorge perché si mangiano troppi dolci o per una alimentazione scorretta, e non scompare con lo sviluppo (quante volte ci viene chiesto “ma non passa con la crescita?”).

La particolare gestione dell’equilibrio glicemico, il continuo adattamento e calcolo del dosaggio di insulina da assumere ai pasti o in prossimità di una attività fisica importante o comunque in qualsiasi momento della giornata, con una prospettiva temporale irreversibile come quella della cronicità che rappresenta un vero e proprio muro che i pazienti e le famiglie si trovano davanti, ha un grosso impatto psicologico, e mette a rischio quella accettazione della patologia che è il fattore chiave per una cura efficace nel tempo e per il sereno sviluppo della personalità dei giovani pazienti.

“Per questo – dice l’associazione – come peraltro enunciato nel Piano nazionale della malattia diabetica e come ribadito in un progetto specifico elaborato nel 2019 dal coordinamento nazionale Agd Italia in collaborazione con il ministero della salute, abbiamo fortemente bisogno di questo percorso che rappresenta l’occasione per prendersi cura dei vari aspetti di sé legati alla sfera psico-emotiva, dimensione che richiede una maggiore attenzione quando si devono affrontare eventi dal forte impatto emozionale come la presenza del diabete di tipo 1, patologia con cui i pazienti dovranno convivere per tutta la vita. Perciò, di fronte a paura, rabbia, ansia, relazione con la famiglia e con il gruppo dei pari o ai pensieri legati al proprio processo di crescita con il diabete di tipo 1, lo sportello diventa il luogo in cui accogliere, esplorare contenere ripensare le emozioni ed i vissuti che le accompagnano attraverso tecniche e modalità adeguate alle diverse età”.

Gli incontri vengono effettuati all’interno dell’ospedale San Luca, ma nell’attuale periodo di emergenza Covid sono state trovate forme alternative con incontri online o spazi aperti come le bellissime mura della città di Lucca.

Le attività svolte sono: prima consulenza bambino/ragazzo e famiglia durante la fase di esordio della patologia consulenze e sostegno psicologico individuali per adolescenti e bambini; incontri di sostegno e psico-educazione di gruppo per adolescenti. Infine vogliamo chiudere ricordando i sintomi dell’esordio di questa patologia (che generalmente avviene tra 0 e 30 anni), che in tempo di Covid spesso sono sottovalutati: tanta sete, tanta pipì, alito fruttato, dimagrimento intenso sono sintomi in presenza dei quali è necessario rivolgersi immediatamente al pediatra o al medico di famiglia.

Altrimenti, se il diabete di tipo 1 non viene tempestivamente riconosciuto e adeguatamente trattato, il paziente rischia la vita e/o la qualità della vita, con esiti sfavorevoli permanenti. È una diagnosi facile se la si ha in mente.

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