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Disabilità, a Lucca confronto fra enti e associazioni: “Serve più collaborazione” foto

Idee e progetti al centro del convegno in San Francesco

Associazioni, enti locali, esperti, istituzioni socio-sanitarie e Regione Toscana a dialogo per trovare il miglior modo di operare a sostegno delle persone con disabilità della provincia di Lucca: ad unire tutti gli attori in una mattinata di lavoro sono state la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e il suo ente di scopo che opera nel sociale e nella disabilità, la Fondazione per la coesione sociale.

Più di 150 le persone che nella Chiesa di San Francesco questa mattina hanno dato vita ad un confronto inedito per focalizzare le strategie di azione comuni a sostegno delle famiglie che vivono quotidianamente le difficoltà della disabilità. “Un momento – ha detto avviando i lavori il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Marcello Bertocchini – da cui ci auguriamo nascano idee e collaborazioni. La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca dedica il massimo delle risorse intellettuali e finanziarie possibili nella sua nuova programmazione al sociale e al mondo della disabilità”.

Quello della provincia di Lucca è un territorio ricco di progettualità in questo ambito, “ma – come ha ricordato avviando i lavori la vice presidente della Fondazione per la Coesione sociale Lucia Corrieri Puliti – che ha bisogno di un confronto più profondo fra gli attori per aumentare la collaborazione”. Anche tramite la co-programmazione e la co-progettazione fra istituzioni e terzo settore, “i quali – ha sottolineato il presidente della Fondazione per la coesione sociale Maido Castiglioni – sono strumenti molto potenti e devono essere favoriti. La fondazione vuole esercitare non solo il ruolo di erogatore di risorse, ma anche di collante fra tutti gli attori”.

Tanti gli interventi che si sono susseguiti. I sindaci Alessandro Tambellini e Francesco Pioli hanno rivolto uno sguardo agli interventi che per la Piana di Lucca e la Valle del Serchio si stanno portando avanti, sottolineando l’importanza di continuare a trovare modalità di lavoro condivise. Al centro della mattinata l’intervento dei rappresentanti delle associazioni – Massimo Palmero (Associazione Il Sogno Onlus), Gabriele Marchetti (Anffass Onlus di Lucca) e Vera Caruso (Crea – Società cooperativa sociale) – i quali hanno portato il punto di vista di chi opera in prima linea per rispondere ai bisogni delle famiglie con disabilità.

Diversi i temi di lavoro focalizzati e su cui hanno fornito un approfondimento anche gli esperti intervenuti, Luca Gori della scuola superiore Sant’Anna di Pisa e direttore scientifico del centro di ricerca Maria Eletta Martini, e Giuseppe Cecchi, esperto di politiche socio-sanitarie e già direttore della Società della Salute di Pisa: dalla formazione sugli strumenti che la legge mette a disposizione come appunto quelli della co-programmazione e co-progettazione dei servizi e degli interventi, alla raccolta dei dati per avere una visione più chiara dei bisogni. Sfide e possibilità su cui si sono soffermati gli interventi ei responsabili di zona delle tre zone socio sanitarie: Luigi Rossi(Piana di Lucca), Alessandro Campani (Versilia) e Maela Pedri in rappresentanza di Franco Chierici (Valle del Serchio).

Orizzonti condivisi anche dalla Regione Toscana, la prima in Italia ad essersi dotata di una legge regionale sul Terzo settore, la numero 65 del 2020, che integra il tema della co-programmazione e co-progettazione come previsto dal codice del Terzo settore. E’ stata l’assessora regionale al sociale Serena Spinelli a concludere i lavori. “I percorsi formativi sugli strumenti sono importanti – ha sottolineato Spinelli – e devono coinvolgere i nostri sistemi e i nostri operatori. Gli strumenti normativi ci sono e la Regione Toscana ha sposato tale modalità di lavoro: su questa linea dobbiamo continuare ad operare consapevoli della forza espressa da 6.700 organizzazioni del terzo settore per il territorio regionale”.

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