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Assorbenti, la Città delle donne: “Ora pensare alle ‘tampon box’ nelle scuole”

Grossi: "Ci rendiamo disponibili a offrire una prima scatola comune agli istituti nostro territorio"

Se l’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti è una piccola vittoria, adesso serve intervenire per incrementare le cosiddette ‘tampon box’ soprattutto nelle scuole. A pensarla così è la presidente della Città delle Donne Daniela Grossi.

L’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti igienici femminili, dal 22% al 10%, è una prima piccola vittoria nella più grande battaglia per il raggiungimento dell’obiettivo della soglia del 4%, perché le mestruazioni non sono una scelta, non sono un lusso a cui poter rinunciare e nemmeno un tabù, una vergogna da nascondere – spiega -. Come associazione, siamo state fiere di aderire alla campagna della Coop sul tema, dove infatti sugli assorbenti col proprio marchio veniva scontato l’importo corrispondente all’Iva allora applicata, proprio in sostegno di questa lotta. Ma, contemporaneamente, in questi mesi, la battaglia per l’abbassamento dell’iva ha superato le barriere di genere e di età ed è diventata patrimonio di tutte e tutti, soprattutto per il mondo giovane. Prova ne è l’idea, a nostro avviso geniale ed utilissima nel concreto, delle cosiddette “tampon box”: scatole poste nei bagni delle scuole, soprattutto superiori, in cui studenti e studentesse mettono a disposizione delle loro compagne confezioni singole di assorbenti igienici. Una sorta di mutuo soccorso tra corpo studentesco, con la bellissima e veramente importante novità dell’iniziativa maschile verso le ragazze. Ognuna di noi ha, in caso di emergenza, fornito alle proprie compagne ed amiche il cosiddetto assorbente di scorta, ma mai era capitato che a fornirlo fosse un maschio”.

“Ebbene, riteniamo questa la vera ed importante novità: la condivisione di una situazione, pur essendone esclusi per fisiologia, diventa strumento di vera azione di parità e di rispetto, ponendo le basi per un futuro diverso rispetto al passato che abbiamo vissuto – prosegue Grossi -. E a Lucca? Nelle scuole superiori del nostro territorio è stata adottata questa buona pratica? Se sì, dove? Da una nostra rapida ricerca ci risulta essere presente solo in un istituto superiore della Piana, e in un paio della Versilia. E le altre scuole? Immaginiamo che le rappresentanze del corpo studentesco si siano attivate sul tema, ma ancora non abbiano raggiunto l’obiettivo. Perché non rendere questa iniziativa diffusa e adottata dagli istituti scolastici, quanto meno quelli superiori? A nostro avviso, invece, è importante sostenere la diffusione di questa buona prassi, non solo ai fini meramente pratici, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto educativo e culturale, fondamentale per la costruzione di una società più consapevole e rispettosa, e, come sempre, La Città delle Donne è al fianco di chi porta avanti queste battaglie di civiltà”.

“Ed è per questo che ci rendiamo disponibili ad offrire una prima tampon box alle scuole del nostro territorio che vorranno aderire, lasciando poi le successive alla libera iniziativa degli studenti e delle studentesse (e perché no, anche del corpo docente, e di chiunque voglia contribuire). Siamo fiduciose che questa iniziativa prenderà piede e la nostra è solo una mano tesa verso chi rappresenta il nostro futuro –  conclude -. Il nostro è un invito alle scuole, perché diano corpo a questa idea, che contribuisce a rendere l’istituzione scolastica ancor più comunità. Noi ci siamo. Per contattarci, potete scrivere a cittadelledonne.lucca@gmail.com”.

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