Cure integrate, al Real Collegio i workshop tematici del progetto ‘Jadecare’

Nella zona distretto Piana di Lucca dell'Asl Toscana nord ovest saranno trasferite alcune buone pratiche dell'Olanda

La zona Piana di Lucca è stata individuata dall’Agenzia regionale di sanità come braccio operativo del progetto Jadecare, recentemente approvato dalla Commissione europea, che mira a sostenere la transizione dei sistemi sanitari verso l’offerta di cure integrate, che mettano al centro la persona e si avvalgano delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali.

In questo ambito nelle giornate del 30 giugno e del primo luglio al Real Collegio si è svolto il workshop tematico inerente proprio le cure integrate. L’evento, organizzato da Ars Toscana in collaborazione con i professionisti sanitari della zona distretto della Piana di Lucca e gli esperti della Buona pratica basca, è stato proposto in forma ibrida (in presenza e online) e ha visto la partecipazione di professionisti provenienti dal Portogallo, Repubblica di Serbia, Repubblica Ceca, Italia (Umbria e Toscana), Croazia e Paesi Baschi. Dopo i saluti di benvenuto da parte della direttrice del dipartimento di sanità territoriale dell’Azienda Usl Toscana nord ovest Antonella Tomei, a presentare il contesto lucchese, le attività e l’organizzazione delle cure sono stati per la Zona distretto Luigi Rossi, per molti anni direttore, e  Marco Farnè, attuale responsabile, insieme anche al responsabile degli infermieri territoriali Svaldo Sensi.

Presenti al workshop anche il direttore del dipartimento aziendale Alessandro Dini, la pediatra che lavora in ambito territoriale Laura Crespin, il  responsabile dell’Agenzia di collegamento ospedale-territorio (Acot)  Alessandro Lensi, il coordinatore infermieristico per le Aft Francigena e Capannori Massimiliano Cortopassi e la coordinatrice del Comitato di partecipazione zonale di Lucca Fabrizia Vornoli Leone. Per Ars i coordinatori del progetto sono Paolo Francesconi, Chiara Ferrante e Giulia Chiarini.

Al Real Collegio di Lucca nel primo giorno, il 30 giugno, i professionisti che sviluppano azioni inerenti le cure integrate hanno presentato lo status quo delle loro attività, le criticità emerse, le soluzioni adottate, le sfide, i facilitatori e i nuovi piani per il secondo ciclo di implementazione. Durante il secondo giorno, il primo luglio, si sono svolti lavori di gruppo,  scambi di esperienze, dibattiti e approfondimenti su come promuovere e rafforzare la sostenibilità delle azioni programmate e su quali aspetti porre attenzione affinché il secondo ciclo di implementazione possa proseguire accompagnato da queste fruttuose esperienze.

L’azione congiunta legata al progetto Jadecare coinvolge 48 organizzazioni di 17 Paesi europei e 25 siti di implementazione, durerà tre anni (2020-2023) e sarà coordinata a livello europeo dal Kronikgune Institute for Health Services Research. Per favorire questa transizione a sistemi sanitari più efficienti, all’interno del progetto è proposto il trasferimento di alcune buone pratiche, provenienti da quattro Paesi Europei, tutte accomunate dai principi su cui si basa il progetto e da una sfida condivisa, ovvero l’importanza nel fronteggiare il crescente aumento delle malattie croniche.  In questa azione congiunta, l’Ars è affiliato per la Toscana ad AgeNaS, autorità competente a livello nazionale, a fianco di altri partner italiani ed europei. In particolare, a seguito delle analisi e dei lavori eseguiti durante la fase della “pre-implementazione”, avvenuta lungo tutto il corso del 2021, Ars ha optato di favorire e supportare il trasferimento di alcune componenti della buona pratica dei Paesi Baschi all’interno del territorio della Zona Distretto della Piana di Lucca.

Nello specifico le azioni che saranno attuate nella zona distretto saranno lo sviluppo di un modello di stratificazione del rischio che permetta l’identificazione di pazienti complessi e una serie di azioni che favoriscano il miglioramento della proattività e dell’integrazione dei percorsi di cura dei pazienti stessi. Fra queste attività, fondamentale sarà la creazione di una rete clinica integrata e strutturata di professionisti a cui saranno richieste, attraverso la modalità del teleconsulto, l’elaborazione e la condivisione di un Piano assistenziale individualizzato (Pai) per ogni paziente preso in carico dal progetto.  A metà di questo primo anno di sviluppo sono stati organizzati in diversi siti europei workshop tematici in cui i next adopter delle buone pratiche hanno avuto la possibilità di condividere e presentare il proprio lavoro, fornire e ricevere suggerimenti dagli esperti delle buone pratiche e dagli altri next adopter che si occupano delle stesse attività.

 

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