Le Rsa del Comune non rispettano gli standard regionali, Minniti: “Una consultazione preliminare di mercato servirà per trovare soggetti interessati”
Il vicesindaco e assessore: “Il Comune di Lucca ha intenzione di risolvere una volta per tutte il problema, tenuto sopito da anni”
Le Rsa di proprietà del Comune di Lucca, presenti sul territorio, non godono di una buona situazione. Strutture fatiscenti, non a norma, secondo gli standard regionali e di conseguenza servizi scadenti. Nelle due Rsa del Comune, la Pia Casa e il Centro Anziani Monte S. Quirico, ospitano attualmente entrambe 61 persone, ma il Comune di Lucca ha intenzione di risolvere una volta per tutte le criticità nate negli anni, intorno a queste rsa ed ha previsto una Consultazione preliminare di mercato.
Per conoscere meglio la situazione dietro le scelte dell’amministrazione comunale, il tema è stato presentato all’ordine del giorno della seduta di oggi (10 ottobre) della Commissione politiche sociali, a cui ha partecipato anche l’assessore al sociale Giovanni Minniti e il dirigente comunale Alessandro Cartelli.
“Il 20 luglio scorso, la Giunta comunale, dopo aver saputo la situazione in cui si versa la struttura della Pia Casa, ha dato mandato per un percorso esplorativo, volto a dare informazioni sulla programmazione per risolvere le varie criticità presenti nelle rsa del Comune di Lucca – dice il dirigente comunale Alessandro Cartelli -. Lo scopo è dare degli standard precisi per la quantità e la qualità dei servizi offerti, sulla sostenibilità ambientale e su quella finanziaria, alla luce della valorizzazione del patrimonio immobiliare. Il mio compito, come responsabile del procedimento è stato quello di costituire quattro gruppi di lavoro, uno che si è dedicato all’assetto demografico del nostro territorio, uno alla qualità del sevizio offerto, uno alla sostenibilità finanziaria e uno al panorama giuridico da introdurre. A metà settembre abbiamo raccolto il lavoro svolto e impostato la Consultazione preliminare di mercato. Strumento che consente all’ente acquisire informazioni e proposte dirette per la programmazione. Principio cardine delle amministrazioni è appunto la programmazione ed infatti dispone di molti strumenti per garantirla. La consultazione serve quindi per avere una visione complessiva dei servizi rsa e della qualità offerta, alla luce degli standard regionali, per capire quale può essere la forma di gestione da privilegiare per queste strutture”.
A poter accedere allo strumento delle consultazioni di mercato potranno essere semplici privati, associazioni od operatori economici del settore.
“Entro il 12 novembre, saranno acquisite informazioni e proposte, delineate le finalità, il materiale fornito e il quadro normativo di riferimento – prosegue Cartelli – Inoltre, tramite la consultazione è possibile far capire in che direzione il Comune intende procedere”.
Per aiutare gli eventuali soggetti interessati, sono state inserite informazioni già a conoscenza dell’ente: un’analisi demografica, epidemiologica e sociale del territorio, con i numeri precisi dei grandi anziani, previsioni sulla loro salute e il costante aumento dell’aspettativa di vita.
Il constante aumento dell’invecchiamento e della vita, fa si che ci siano sempre più persone anziane che non riescono ad essere gestite dalle famiglie, ed hanno bisogno di un regime quasi ospedaliero.
“Abbiamo poi inserito la situazione in cui si trovano le strutture rsa di proprietà del Comune di Lucca, il Centro Anziani a Monte San Quirico, la Pia Casa in centro storico e la tipologia dei servizi rsa a Villa Santa Maria, che è rimasta aperta fino al 2018 e adesso è chiusa per lavori”.
“Abbiamo previsto date e open day dove possibile – aggiunge -, visite alle strutture per rendersi conto della situazione, delle criticità e dei conseguenti lavoro necessari. La rsa della Pia Casa ha bisogno di un adeguamento al primo piano, mentre nella struttura di Monte San Quirico c’è necessità di una ristrutturazione importante, perché non soddisfa più gli standard alberghieri della Regione Toscana. Monte San Quirico ha camerate da sei o otto posti e non ci sono servizi in camera, con una qualità dei servizi offerti molto bassa e non corrispondenti ai requisiti di funzionamento. La Regione ad una struttura così, non dà alcuna autorizzazione. Noi potevamo scegliere di mettere a gara la gestione, ma avremmo potuto farlo parzialmente solo per la Pia Casa, per Monte San Quirico non era possibile. Le rsa sta andando avanti per una proroga firmata dal sottoscritto di due anni”.
“Oggi – conclude il dirigente Alessandro Cartelli -, chiediamo, a chi ha già fatto proposte in via informale, di mettere le carte sul tavolo e spiegarci quali soluzioni intende adottare. Naturalmente, le proposte dovranno soddisfare dei requisiti, come la descrizione dell’intervento da fare, le criticità e le problematiche in essere e le soluzioni, uno studio di sostenibilità economico-finanziaria, un crono programma dei lavori, tutto ciò per capire la serietà della proposta”.
Una volta acquisite le proposte dai soggetti interessati, il processo si chiuderà con una relazione del responsabile unico del procedimento, che sarà presentata alla giunta comunale per offrirgli una migliore valutazione.
“Voglio personalmente ringraziare gli uffici comunali e il dirigente, che da agosto ha lavorato per realizzare questo strumento importante – dichiara l’assessore con delega al sociale, Giovanni Minniti -. Questa amministrazione vuole risolvere definitivamente il problema delle rsa sul nostro territorio. Sappiamo lo stato in cui versano e abbiamo deciso di prorogare di un anno la concessione con la cooperativa servizi Proges. La concessione adesso scade il 20 novembre 2024 e per quella data ci vuole una svolta, altrimenti non sarà possibile fare una gara d’appalto. Le strutture della Pia Casa e di Monte San Quirico sono fuori norma totalmente – sottolinea l’assessore Minniti -, si sono accumulati negli anni una serie di situazioni da ripristinare e anche le norme sono cambiate. In questo tempo però non siamo rimasti con le mani in mano, abbiamo contattato gli operatori del settore per capire il loro interesse, sia per la gestione, sia per il recupero delle strutture, purtroppo quando siamo andati a concludere non siamo arrivati a nulla. A quel punto abbiamo iniziato a pensare di utilizzare lo strumento della consultazione, che serve per capire chi è interessato veramente. Tutti gli operatori possono avanzare la loro proposta e possono mettere le carte sul tavolo, per poi aprire una manifestazione di interesse e un bando conforme”.
L’opposizione chiede però alcuni chiarimenti sugli attori che hanno presentato proposte informali d’interesse, chi sono e quali erano le loro proposte.
“Vorrei ringraziare la presidente Mara Nicodemo per aver programmato questa Commissione, che è stata proposta dai nostri gruppi, perché ci pareva importante capire la situazione – dice il capogruppo di Sinsitra con, Daniele Bianucci -. Rispetto a quello detto, mi vorrei soffermare sul fatto che erano pervenute una serie di proposte informali, vorrei capire, che tipo proposte erano e da quali soggetti sono arrivate?”
A rispondere è il dirigente comunale Alessandro Cartelli: “Le proposte sono arrivate da operatori economici e cooperative, ma non sono delle vere e proprie proposte. La prima di Proges, attuale gestore del servizio rsa sul territorio, è stata mandata una bozza di project finance per dei lavori di recupero per un valore di 12 milioni di euro, di cui 6 sarebbero spettate alle casse comunali comunali. La proposta è arrivata a gennaio 2023 e abbiamo chiesto di metterla nero su bianco, ma per adesso non è ancora pervenuta.
La seconda proposta – prosegue -, è di un architetto di Firenze, che ha detto di agire per conto di un gruppo di cooperative, abbiamo fatto una sola riunione e ha proposto di realizzare una rsa da 180 posti vicino all’ospedale. Una struttura nuova e moderna. In cambio, vuole avere la possibilità di tirare su tre condomini. Non ha disponibilità dei terreni e non ha proposto alcun piano finanziario. Noi eravamo già titubanti e quando ha proposto condomini abbiamo detto: no grazie”.
L’opposizione, non appare contraria al progetto ma avanza tutele per i lavoratori del comparto e per il numero dei posti nelle rsa. A spazzare le nubi sul futuro dell’iniziativa, è l’assessore al sociale Giovanni Minniti: “Abbiamo incontrato anche i sindacati, per metterli a conoscenza del lavoro fatto. Questo strumento va proprio a cercare di definire e concretizzare le proposte e l’obiettivo è sempre stato quello di tutelare i posti lavoro e rendere il servizio più efficiente. Le proposte che arriveranno, non sappiamo come sono, ma dovranno essere conformi alle richieste di garanzia avanzate dal Comune, tra cui c’è la tutela dei lavoratori e del numero di posti nelle rsa del territorio”.


