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L’iniziativa dedicata ai valori della legalità e della solidarietà, ha l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sull’importanza della donazione. Presente Tina Montinaro moglie del caposcorta

Una giornata dedicata ai valori della legalità e della solidarietà. Stamani (11 novembre) in piazza del Giglio di fronte al teatro, si è tenuta l’iniziativa promossa dall’Associazione Donatori e Volontari Personale Polizia di Stato – Donatori Nati con il patrocinio il contributo del Comune di Lucca e con il sostegno di Gesam Reti (presente il presidente Marco Agnitti), Dal sangue versato al sangue donato.

Alla presenza di Tina Montinaro, moglie del caposcorta del giudice Falcone, Antonio Montinaro, del sindaco Mario Pardini, del Questore di Lucca Edgardo Giobbi, di numerose personalità politiche ed istituzionali e oltre 500 studenti delle scuole secondarie di secondo grado del Comune di Lucca, è stata svelata la teca contenente i resti della Quarto Savona 15. Quarto Savona 15 è la sigla radio della Fiat Croma blindata a bordo della quale viaggiava l’assistente Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, l’agente Vito Schifani e l’agente Rocco Dicillo, morti a Capaci il 23 maggio 1992.

“Sensibilizzare le nuove generazioni penso che sia una cosa che va fatta ed un dovere da parte mia farla – dichiara la moglie del caposcorta, Tina Montinaro -. Perché, dico sempre, ho avuto un grande marito che mi ha insegnato tanto. Siamo stati assieme solo 5 anni, purtroppo, ma lui continua a riempirmi la vita tutti i giorni. E i nostri giovani li devono vedere proprio come degli esempi. Perché a quei tempi Palermo era molto pericolosa, figuriamoci scortare l’uomo più a rischio d’Italia. Loro avevano fatto una scelta, Antonio aveva fatto una scelta e io e i suoi figli abbiamo sempre rispettato quella scelta. I nostri giovani devono fare delle scelte, devono capire da che parte è stare. Io ho avuto sempre degli ottimi riscontri con i giovani, e questo mi fa tanto piacere. A volte si parla ai giovani, ma per rivolgersi anche agli aziani, perché sono proprio gli anziani, che dovrebbero cambiare testa e quindi la ritengo la mia missione di vita”.

Tina Montinaro poi parla dell’influenza che hanno alcune serie tv nell’esaltare i figure mafiose: “Io non li guardo – precisa -. Per principio non li voglio vedere, perché un po’ fanno male, un po’ danno fastidio, un po’ esaltano determinate figure. Però parto sempre da un principio, non si diventa un criminale perché stai guardando un film. Diventi un criminale perché sei già un criminale. Sicuramente dovremmo fare più televisione parlando di persone per bene, persone che hanno dato la vita per questo paese”.

“Questa iniziativa è rivolta soprattutto ai giovani – dice il sindaco di Lucca, Mario Pardini -, perché quello che successe 33 anni fa, è ancora forte dentro di noi, come questa auto dietro di me, l’auto della scorta del giudice Falcone che perse la vita insieme a sua moglie e agli agenti della scorta. Oggi abbiamo davanti a noi un simbolo, l’auto che da una tragedia è diventata qualcosa di potente che porta avanti il concetto di legalità e di solidarietà, perché l’iniziativa nasce dall‘Associazione Donatori nati per la promuovere la donazione di sangue. Sangue versato, con la morte di queste persone, sangue donato, oggi per solidarietà. Bisogna far in modo che questa tragedia diventi un momento di formazione divulgazione del tema della legalità.”

“Questo è un evento straordinario – spiega il Questore di Lucca, Edgardo Giobbi -, è la prima volta che c’è una situazione concreta, cioè di presenza, dei danni fatti dalla violenza mafiosa, ma soprattutto c’è una presenza qualificatissima per spiegare quelli che sono gli effetti di vivere questi drammi. La signora Tina Montinaro, avendo avuto presa diretta della violenza della mafia, renderà molto chiaro agli stessi studenti quello che significa trovarsi a combattere questo forma di delinquenza”.

Dopo gli interventi istituzionali i ragazzi delle scuole hanno partecipato ad un incontro con la moglie del caposcorta, Tina Montinaro dedicato ai temi della legalità, della solidarietà e dell’importanza della donazione del sangue. L’obiettivo è quello di trasmettere ai giovani l’idea che la memoria non sia solo commemorazione, ma anche azione quotidiana, impegno concreto e gesto di vita e speranza.