la buona sanità
|San Luca, studio pubblicato su Minerva Pediatrics: passo avanti nella diagnosi della Kawasaki
La ricerca, nata dalla collaborazione tra pediatria e cardiologia di Lucca, individua un nuovo parametro ecocardiografico per distinguere i casi di bambini con febbre persistente
Un importante risultato sul fronte dell’integrazione tra ricerca scientifica e pratica clinica arriva dall’ospedale San Luca di Lucca, dove la collaborazione tra pediatria e cardiologia ha portato alla pubblicazione di uno studio sulla rivista internazionale Minerva Pediatrics.
Il lavoro, dal titolo Coronary artery wall thickness helps differentiate febrile children with and without Kawasaki disease, nasce infatti da un percorso condiviso tra i due reparti e mette in evidenza l’efficacia di un parametro considerato semplice ma innovativo nella pratica clinica: la misurazione, tramite ecocardiografia, dello spessore della parete delle arterie coronarie.
Secondo quanto emerso dallo studio, questa tecnica consente di individuare precocemente il coinvolgimento infiammatorio coronarico nei bambini con febbre persistente, permettendo di distinguere con maggiore precisione i casi affetti da malattia di Kawasaki.
A sottolineare il valore del traguardo raggiunto è Andrea Azzarelli, responsabile della cardiologia pediatrica del San Luca nell’ambito della struttura di cardiologia diretta da Francesco Bovenzi: “Questi straordinari risultati premiano anni di sinergia con la pediatria lucchese – afferma –. Il nostro modello organizzativo è ormai un riferimento vitale per l’emergenza pediatrica cardiovascolare a livello aziendale. Questo contributo scientifico testimonia come la nostra realtà sia capace di trasformare le competenze dei singoli professionisti in una solida comunità di esperti, al servizio della salute dei pazienti più piccoli così come degli adulti”.
Soddisfazione anche da parte di Angela Vaccaro, direttrice della pediatria del San Luca, che ribadisce il valore del legame tra attività assistenziale e ricerca: “Con questo brillante risultato rilanciamo una nuova frontiera della cultura medica ospedaliera – dichiara –. Per noi la ricerca e la formazione non sono attività accessorie, ma pilastri irrinunciabili e fondamento delle buone pratiche cliniche. Guardiamo oltre l’assistenza quotidiana per offrire ai nostri bambini le migliori possibilità di diagnosi e cura disponibili”.
Con questo risultato, l’Asl Toscana nord ovest conferma la capacità di coniugare assistenza e innovazione, valorizzando il lavoro multidisciplinare e la qualità scientifica all’interno dell’ospedale lucchese.


