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“Una decisione inaccettabile”: la Cisl contro la chiusura dell’asilo al San Luca

“Una decisione che colpisce contemporaneamente chi educa i nostri figli e chi cura la nostra salute”

“Siamo di fronte a una decisione inaccettabile”. Così i dirigenti sindacali della Cisl Toscana Nord Maddalena Rotondi della Funzione Pubblica e Giovanni Bernicchi della Fisascat commentano la chiusura del servizio di asilo, (in realtà un baby parking) attivo da alcuni anni all’ospedale San Luca di Lucca.

I sindacalisti della Cisl puntano il dito contro la Gesat, concessionario e gestore dei servizi non sanitari del nuovo ospedale, ritenuta diretta responsabile di questa decisione unilaterale. Rotondi e Bernicchi esprimono con decisione il loro disappunto: “La notizia della chiusura del servizio è arrivata come un fulmine a ciel sereno, colpendo sia il personale sanitario dipendente dell’Asl che usufruisce dell’asilo, sia i lavoratori impiegati all’interno della struttura. Una decisione che ha generato una forte preoccupazione sul territorio e fatto emergere una doppia emergenza: da un lato il rischio occupazionale per il personale educativo dell’asilo e dall’altro il pesante disservizio per le famiglie dei sanitari, improvvisamente private di una risorsa strategica per la gestione dei figli”.

Le famiglie dei bambini iscritti, raccontano, si sentono disarmate di fronte ad una decisione improvvisa che mette in grave crisi l’equilibrio tra vita professionale e privata. Senza il supporto dell’asilo infatti, molti genitori saranno costretti a rimodulare i propri orari di lavoro, richiedere congedi e, nei casi più gravi, potrebbero arrivare a rinunciare all’impiego per accudire i figli.

Ad aggravare questo grave quadro, aggiungono i sindacalisti Cisl, “ha contribuito il ritardo con cui è stata comunicata la chiusura che è arrivata agli interessati a fine luglio di quest’anno creando conseguentemente un’ingestibile difficoltà dovuta al reperimento di soluzioni alternative in quanto le strutture presenti nella zona, sono già sature o presentano costi proibitivi per i bilanci familiari. Sul versante opposto per i lavoratori del servizio di asilo si apre una fase di drammatica incertezza sul fronte occupazionale, accompagnata dalla prospettiva di disagi gestionali ed economici difficilmente sostenibili, trovandosi azzerate dall’oggi al domani le proprie certezze economiche e contrattuali.

Un aspetto rassicurante in questo quadro negativo è l’interesse e la concreta disponibilità al dialogo dimostrati dal direttore dell’ospedale Francesco Puggelli per limitare i danni di una scelta gestionale inopportuna, una decisione che colpisce contemporaneamente chi educa i nostri figli e chi cura la nostra salute. La Gesat si fermi: serve subito una misura transitoria che congeli la situazione. Se non arriveranno risposte concrete per tutelare l’occupazione e i servizi, per la Cisl la mobilitazione sarà inevitabile”.