Peste suina, le misure di biosicurezza del Commissario straordinario. Ecco i comuni interessati
Nelle zone II e III, le attività all’aperto nelle aree agricole e naturali come trekking, ciclismo, pesca, lavori agricoli e forestali devono svolgersi rispettando specifiche misure
Ci sono alcuni territori delle province di Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Prato tra le zone attualmente soggette a restrizione a causa del propagarsi della Peste suina africana, che colpisce esclusivamente maiali e cinghiali e non si trasmette all’uomo. Le persone, tuttavia, possono trasportare involontariamente il virus attraverso fango e residui presenti su calzature, ruote, attrezzature e veicoli.
Così la Regione Toscana ha trasmesso a tutti i sindaci dei comuni interessati una nota sulle misure di biosicurezza e di controllo previste del Commissario straordinario alla Peste suina africana. Le aree sono classificate in zona I ad alto rischio ma senza casi accertati, zona II con presenza della malattia nei cinghiali, zona III con presenza della malattia nei suini domestici, con o senza casi nei cinghiali.
Nelle zone II e III, le attività all’aperto nelle aree agricole e naturali – tra cui trekking, ciclismo, pesca, lavori agricoli e forestali, ricerca di funghi e tartufi, manifestazioni, campeggi, utilizzo delle aree picnic, transumanza e alpeggio – devono svolgersi rispettando specifiche misure di biosicurezza. Per le attività agricole e forestali alcune prescrizioni si applicano anche nella zona I. Non si tratta di un divieto generalizzato, ma è indispensabile: rimanere sui sentieri e sui percorsi segnalati, tenere i cani al guinzaglio, non abbandonare rifiuti o avanzi di cibo e non alimentare i cinghiali, parcheggiare nelle aree indicate evitando prati e zone con vegetazione, pulire e disinfettare calzature, ruote, attrezzature e mezzi dopo le attività, utilizzare prodotti disinfettanti idonei, rispettando scrupolosamente le indicazioni riportate sulle confezioni.
Per le attività che prevedono la partecipazione di più di 20 persone è necessario ottenere preventivamente il parere favorevole dell’Azienda sanitaria competente. Il promotore deve inoltre informare tempestivamente il Comune interessato. I Comuni sono chiamati ad affiggere l’apposita segnaletica nelle zone sottoposte a restrizione, diffondere le indicazioni alla cittadinanza e assicurare, dove previsto, l’organizzazione degli accessi, delle aree di parcheggio e dei necessari controlli.
In caso di ritrovamento di un cinghiale morto, ferito o in evidente difficoltà, non bisogna avvicinarsi né toccare l’animale. Occorre memorizzare la posizione e contattare il numero unico regionale 0573 306655, attivo tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 8 alle ore 20.
L’elenco dei comuni interessati
In provincia di Lucca, solo Bagni di Lucca è in zona 3. In zona 2 ci sono: Barga, Borgo a Mozzano, Molazzana, Pieve Fosciana, Minucciano, Coreglia, Seravezza, Careggine, Castelnuovo, vagli, San Romano, Gallicano, Camporgiano, Castiglione di Garfagnana, Stazzema, Villa Collemandina, Piazza al Serchio, Fosciandora, Villa Basilica, Sillano Giuncugnano, Fabbriche di Vergemoli.
Infine, in zona 1: Pietrasanta, Altopascio, Capannori, Porcari, Forte dei Marmi, Pescaglia, Lucca, Montecarlo, Camaiore.


