Mammini: “Il virus insegna: occorre un salto di qualità nello stare insieme”

L'assessore all'urbanistica ripercorre i 6 mesi trascorsi e le tappe del percorso di partecipazione online al piano operativo

Si è conclusa ieri (31 agosto) la fase di partecipazione online al piano operativo e l’assessore all’urbanistica del Comune di Lucca, Serena Mammini, ha condiviso una riflessione sul percorso, ripensato in corsa con una nuova forma a causa della pandemia di Covid-19, e sull’opportunità di evoluzione sociale rappresentata dal virus.

“Pochi giorni prima del lockdown dello scorso marzo – ricorda Mammini – era iniziato il percorso partecipativo per il piano operativo con l’obiettivo di diffondere le informazioni a un numero più ampio possibile di persone e attivare, con un linguaggio chiaro, un confronto costruttivo sugli elementi che possono portare qualità e bellezza al disegno della città, andando incontro all’interesse pubblico e al benessere dei cittadini. Era febbraio”.

“Di lì a poco – continua l’assessore all’urbanistica – ci saremmo trovati all’interno di una crisi globale, immersi in un periodo del quale non conoscevamo (e non conosciamo) i confini, catapultati su un percorso di cambiamento forzato, relegati in spazi talvolta angusti dentro una ‘tempesta inaspettata e furiosa’. Così la definì papa Francesco, da solo in una immensa e piovosa piazza San Pietro, illuminata all’improvviso da un bagliore nel cielo, per la benedizione urbi et orbi. Uno dei momenti più drammatici della storia di questo secolo, con il suono delle campane sovrastato da quello delle ambulanze. Lo stesso giorno, era il 27 marzo, nel discorso alla nazione a reti unificate il presidente Mattarella elogiava la risposta collettiva del popolo italiano e con il fuorionda sulla necessità di un barbiere ne uscì un messaggio tenero e umanissimo”.

Va avanti Mammini: “Dentro ogni crisi c’è la necessità di scegliere, di decidere, e tante decisioni anche a livello governativo vennero prese, non senza ripensamenti o fughe in avanti e ritorni indietro. Abbiamo vissuto la fase degli immunologi, del tutto e il suo contrario, la consapevolezza dell’importanza della rete, le conferenze stampa di Conte e l’Italia che, in generale, paragonata ad altre nazioni, è riuscita a dare, soprattutto all’inizio, prova di grande maturità e senso di responsabilità“.

“Anche a livello locale – prosegue Serena Mammini – le scelte e le decisioni da prendere furono molte, repentine, alcune sofferte: ricordo la chiusura della passeggiata delle Mura. E, ancora prima, la convocazione di una giunta straordinaria serale in vista del decreto del governo. La chiusura delle scuole. La tensione crescente di ora in ora. E poi la notizia che anche il nostro sindaco, instancabile e sempre ‘al pezzo’, era risultato positivo al Covid-19 e che si sarebbe dovuto fermare. L’isolamento fiduciario per tutti, la quarantena per molti, il Comune chiuso. Poi l’aggravamento del sindaco e il suo ricovero in ospedale. L’apertura del Centro operativo comunale (Coc), l’inizio delle riunioni su Zoom, lo sforzo organizzativo della Protezione civile, della macchina comunale e dei volontari per gli aiuti alimentari, per una comunicazione chiara e coordinata anche con la Asl, i tamponi, il numero dei positivi, le complicazioni, i decessi, il silenzio nelle strade, l’aria più pulita, lo smartworking, il mondo della cultura immobilizzato, i mezzi d’informazione, soprattutto i giornali on-line, in difficoltà, il boom di iscrizioni al canale Telegram del Comune, la fase 2, la distribuzione delle mascherine, dopo quelle sanitarie le problematiche economiche di molti settori, l’apertura di alcuni mercati cittadini, le lunghe file per la spesa, la riscoperta, per alcuni, dei negozi di vicinato, i primi consigli comunali on-line, il Fondo di mutuo soccorso, la manovra finanziaria dell’amministrazione #LuccaRiparte e quelli, come sempre, che sarebbero stati più bravi”.

Commenta l’assessore: “Tanti episodi, avvenimenti, ripercorsi come in un lungo piano sequenza. Un periodo denso che pare, almeno a una analisi superficiale, non aver lasciato alcun tipo di miglioramento sul piano delle relazioni tra le persone. O, se c’è stato, stenta a farsi vedere. Perché è sul quel livello che avrebbe dovuto muoversi una rinnovata coscienza di reciprocità e impegno. Al contrario, appaiono oggi più aspre quelle frustazioni, antiche e recenti, che rendono spesso asfittico ogni confronto – definito tale ma agito con l’intenzione amara dell’invettiva, dell’attacco sordo”.

“In corso una campagna elettorale – osserva Mammini – che certo non aiuta e, si sa, chiama a parlare per forza, per la logica tutta contemporanea del ‘parlo quindi esisto’. E sembra importare a pochi se spesso vengono rimuginati i soliti concetti, se va bene cambiando solo l’ordine dei fattori, per un prodotto che è quasi sempre lo stesso. Un’acredine, una certa cattiveria più o meno velata che aleggia nell’aria ancora più arcigna e che più spesso si posa sui tavoli, sulle tastiere digitanti verità, sentenze“.

La riflessione dell’assessore all’urbanistica prosegue: “Eppure l’emergenza epidemiologica ci ha insegnato, ci sta insegnando. E ora? Alla vigilia dell’apertura delle scuole, dell’arrivo dell’autunno, di un possibile audace ritorno del virus, saremo in grado di fare un salto di qualità nello stare insieme, nel fare squadra uniti, con spirito collaborativo di fronte a necessità più ampie? Considerando chi ritiene un affronto alla libertà l’uso della mascherina, i terrapiattisti, i negazionisti, le prostatiti polmonari, il 5G iniettato col vaccino e altre fantasie, viene un po’ di sconforto, va ammesso”.

“Ma quello che è successo negli ultimi sei, lunghissimi, mesi non può essere passato invano e occorre andare avanti, sempre, per migliorare e migliorarci, perché nulla è caso. L’equilibrio della terra e le energie che muovono la vita e la morte ci parlano. La lezione non è finita – afferma Mammini – l’estate ci ha concesso una sorta di ricreazione, ma saremo chiamati a un nuovo senso di responsabilità, probabilmente a una convivenza prolungata con uno stato di emergenza e incertezza. Perché non diventi paura, è necessario comprendere che il senso più profondo della libertà non è l’affermazione incondizionata dell’io, come abbiamo creduto per molto tempo, ma la capacità di stare nella relazione con gli altri, nella coscienza piena che dalle azioni dell’uno dipende la possibilità di esistere dell’altro”.

“Ripartiremo più maturi? Abbiamo capito meglio il valore di ciò che spesso diamo per scontato? Nel frattempo il percorso partecipato per quello che sarà il piano regolatore della città è iniziato in una forma completamente diversa da quella che era stata programmata. Abbiamo accolto la sfida dei tempi, abbiamo provato a innovare a abbiamo sfruttato al meglio le possibilità della rete. Ci siamo incontrati on-line, ci siamo confrontati sullo spazio pubblico, sul valore dei parchi territoriali e delle aree verdi, così come sul futuro di alcune aree strategiche per rispondere a esigenze annose che Lucca presenta. E mentre lo facevamo, tutta la città ha potuto rispondere al questionario lanciato dal Comune di Reggio Emilia, col quale abbiamo potuto avviare una bella collaborazione: Lucca, come va? Perché non potevamo nascondere la testa sotto la sabbia e ripartire come se niente fosse accaduto. L’esperienza del virus ha tracciato la strada anche per ripensare i luoghi e i modi di viverli: abbiamo scelto di ascoltare dalle persone cosa fosse cambiato, con la cura che vogliamo portare in ogni percorso”.

Per consultare i report dei laboratori online visitare la pagina http://www.comune.lucca.it/laboratori_di_partecipazione

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