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L’ispettore Felicino e i rischi di caduta dall’alto nei cantieri foto

Nello sfogliare il giornale, salta agli occhi dell’ispettore Felicino, un trafiletto: “Operaio cade da un balcone mentre monta la ringhiera e muore”.
“Che vergogna”, pensa tra sé l’ispettore, “solo qualche riga a fondo pagina. Forse per nascondere la vergogna delle morti bianche o peggio, perché considerato un fatto irrilevante”.
L’infortunio era successo qualche giorno prima ed era ancora vivo, nella sua mente, il momento della visita in cantiere.
Ogni riferimento alla disgrazia era già stato rimosso: spazzato via. I lavori continuavano e un altro operaio, della stessa ditta, stava ultimando il montaggio della ringhiera.

Il lavoratore stava sopra una piattaforma mobile, noleggiata quello stesso giorno per finire prima l’intervento.
Felicino, bloccò l’attività e iniziò ad interrogare i lavoratori per avere notizie sull’accaduto. Nessuno sapeva niente dell’infortunio, perché il povero operaio era da solo.
Dopo circa un’ora, arriva il titolare, avvisato da uno dei suoi dipendenti. Era trafelato e sembrava, inizialmente, un po’ intimorito.
Allunga la mano e mostra all’ispettore un foglio un po’ sgualcito, dicendo: “Ecco, qui c’è l’autocertificazione”.
Si gongolava sulle gambe, con un certo orgoglio e, per dare importanza a quell’atto, aggiunge: “Pensi che questo foglio di carta mi è costato più del guadagno di questo lavoro”.
Felicino, lo guarda attentamente negli occhi con un certo disprezzo: un uomo era morto, per sua negligenza e lui mostrava un’indifferenza insopportabile.
“Che società abbiamo costruito!”, pensa tra sé l’ispettore.
Si rivolge all’uomo, domandando: “Chi è il committente?”.
L’impresario, con aria smarrita, dopo una breve pausa, sussurra: “Guardi che sono anche il responsabile dei lavori, quindi il committente non c’entra”.
“In questo caso”, risponde Felicino, “mi faccia vedere l’atto di designazione dei Coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori e il Psc”.
“Cosa?”, esclama ignaro l’uomo, ignorando il significato di quella sigla.
Felicino, percependo l’assoluta ignoranza dell’imprenditore, che si stava sgonfiando dell’arroganza dimostrata fino a quel momento, precisa: “il piano di sicurezza e coordinamento”.
Quelle parole accelerarono, visibilmente, l’insicurezza e la preoccupazione dell’impresario.
“Non ho altro ispettore. Forse chi mi ha seguito nelle pratiche ne sapeva meno di me”, aggiunse sconsolato.
Felicino consegnò l’atto di sequestro del cantiere e contestò anche le violazioni sulla sicurezza del lavoro.

Vuoi conoscere l’ispettore Felicino? Sta arrivando a Lucca. L’appuntamento è per venerdì 7 ottobre, alle 17, in Fondazione Banca del Monte di Lucca.

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