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Infortunio mortale con l’escavatore ribaltato. Felicino: “Responsabile anche chi impartisce ordine di usarlo”

È ancora chiara e forte l’emozione vissuta la sera prima, in un teatro improvvisato, durante lo spettacolo Le libere donne di Magliano. Un’unica artista ha recitato la parte delle diverse matte, immedesimandosi nei personaggi fino alla cancellazione della realtà. Una scena vibrante e diretta, come un pugno nello stomaco, di cui ancora avverte il turbamento.
Alla fine di una giornata faticosa e triste, aveva appreso che, in un cantiere edile, c’era stato un morto. Nelle orecchie, rimbombano ancora le urla strazianti della giovane moglie. L’incidente è stato causato dal ribaltamento di un escavatore, che un altro lavoratore più anziano aveva ordinato di utilizzare per sradicare delle canne, in una scarpata.
Il mezzo, al controllo, è risultato inidoneo a lavorare in un sito con eleva pendenza.
Completate le indagini, Felicino chiama in disparte il lavoratore che aveva impartito l’ordine di eseguire quel lavoro e gli dice: “Lei è responsabile dell’evento, perché dirigeva ed impartiva, agli altri operai compresa la vittima, istruzioni sulle lavorazioni da farsi e sulle attrezzature da utilizzare ed ha permesso l’impiego di un veicolo inadatto al lavoro da svolgere”.

“Sta scherzando” risponde, con stizza, il lavoratore. “Non ho alcun incarico scritto. Non sono il datore di lavoro, mi limito a dare indicazioni sulle lavorazioni da eseguire, sulla base delle istruzioni ricevute dal titolare, che spesso non è in cantiere. Non ho alcuna autonomia”.
Felicino, senza lasciare possibilità di replica, ribadisce: “Non ha importanza l’avere o non avere un incarico scritto. L’importante è quello che di fatto si fa e si è. Lei è il capo cantiere ed aveva l’obbligo di cautelare il rischio di ribaltamento, inibendo l’uso di un veicolo del tutto inadeguato alla condizione dello spazio in cui operava”.
Poi, al lavoratore incredulo, spiega quanto stabilisce l’articolo 299 del decreto legislativo 81/08: le posizioni di garanzia gravano anche su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti al datore di lavoro. Quindi lo contravvenziona.

Se vuoi conoscere da vicino l’ispettore Felicino puoi trovarlo sabato 7 settembre alle 17 all’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca con il libro Corpo morto a paratìa.
Le storie di Felicino sono tratte da Ispettore Felicino della Pacini editore di Pisa

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