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Il calciatore Terigi dona giochi alla pediatria del Versilia

  • Pubblicato in Sport

terigiversiiaCome ormai tradizione in queste feste natalizie il calciatore viareggino Leonardo Terigi ha fatto visita al reparto di pediatria dell'ospedale Versilia per donare, a nome della Pistoiese (formazione che partecipa al campionato di serie C, Girone A), una maglia della squadra arancione e giochi acquistati con le offerte raccolte dal forte difensore e dai suoi compagni di squadra per i bambini costretti a trascorrere queste feste in ospedale.

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Giochi e lotterie nella Firenze medicea

Giochi, scommesse e lotterie sono da sempre una delle grandi passioni degli italiani, ben prima dell'unificazione del nostro Paese. Sono molte infatti le esperienze che, a livello regionale, hanno caratterizzato la storia della penisola, anche con molti punti in comune tra le diverse proposte. Nella Firenze dei Medici, per esempio, le lotterie furono un passatempo molto apprezzato dal popolo, che cercava di tradurre in numeri da giocare gli eventi più importanti o strani che caratterizzavano le giornate della città.

La possibilità di vincere dei premi giocando e divertendosi, infatti, nella capitale dello Stato toscano era particolarmente apprezzata tra i cittadini già intorno al XVI secolo. A dimostrazione di ciò, dagli studi effettuati sull'argomento risulta che proprio nella città di Firenze sia stato pagato uno dei primi premi in denaro, in una lotteria del 1530. L'attenzione al tema fu alta tra i governanti, che ne compresero le potenzialità ai fini dell'aumento delle entrate statali.

L'idea di introdurre dei giochi popolari per riempire le casse dello Stato fu di Cosimo I De' Medici che, in accordo con i mercanti, costituì un'apposita società nel 1556. Il duca di Firenze pensò di ripercorrere l'iniziativa già rivelatasi fruttuosa in altre città d'Italia, per recuperare parte del denaro speso in particolare per l'unificazione del territorio della rivale Siena a quello fiorentino e per le opere di bonifica e ripopolamento delle terre. Per questo ambizioso progetto, infatti, furono previste ingenti elargizioni di guerra e prestiti a fondo perduto che finirono per impoverire eccessivamente lo Stato toscano.

cosimomedici
L'abitudine di scommettere era ormai già abbastanza radicata in molte aree d'Italia, perciò parve sensato dare impulso a questa pratica anche a Firenze e dintorni, per venire incontro alle spese statali con una soluzione che non prevedesse tasse o imposte, ovviamente mal viste dai ceti popolari e non solo. Non a caso, proprio a questi anni risale la nascita del Lotto, uno dei giochi tuttora più amati sull'intero territorio nazionale.

Sebbene non vi siano dati certi riguardo alla creazione di questo gioco, gli studiosi sono abbastanza concordi nel collocare le prime esperienze dei cittadini con il gioco del Lotto nella città di Genova, quando si iniziò a scommettere illegalmente sui 5 nomi che sarebbero stati eletti come membri dei Serenissimi Collegi della repubblica genovese su una rosa di 120 candidati, successivamente diminuiti a 90 (come l'attuale rosa di numeri prevista dalle regole del gioco). Proprio dalla legalizzazione di questa "lotteria" avrebbe preso il via la storia secolare del Lotto, col tempo divenuto un'istituzione per molte città, prima fra tutte Napoli.

Se Lotto e lotterie varie furono nell'Italia del medioevo un importante svago per i ceti popolari e non solo, è anche vero che questa lunga tradizione affonda le sue radici in età ancora più lontane. Già tra gli antichi Romani, per esempio, si era soliti giocare a passatempi di vario genere, tra cui l'alea, un gioco di dadi simile al moderno backgammon, di cui l'imperatore Augusto fu un grande appassionato. Fu lo stesso Augusto, così come fece anche Nerone, a organizzare le prime lotterie per omaggiare in maniera originale gli ospiti dei suoi banchetti con premi di varia natura. Sin dal I secolo dopo Cristo, dunque, il rapporto con i giochi è stato intenso a tutti i livelli, di conseguenza le epoche successive non poterono che ereditare questa passione e modellarla in base alle esigenze del tempo. Rimpinguare le casse statali con giochi e lotterie divenne dunque un'usanza abbastanza comune, che la famiglia dei Medici non si lasciò sfuggire.

lottolotterie

Passano i secoli e si modernizzano le modalità di gioco, ma quelle che sono le basi dello stretto legame tra l'uomo e il gioco rimangono invariate: divertimento, desiderio di vincere, possibilità di vivere emozioni sempre nuove, sono solo alcuni degli aspetti che spingono da sempre persone di tutte le età e di tutti i ceti sociali a partecipare a tornei, scommesse, lotterie e chi più ne ha più ne metta. Con l'avvento del web, poi, anche le ultime barriere geografiche sono state abbattute e quella passione che in passato rimaneva confinava alla propria specifica area territoriale è diventata oggi un'esperienza globale tutta da vivere.

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Fiom: “Su Snaitech governo è rimasto a guardare”

proteste snaiCrisi del mercato dei giochi, che si interseca sulla vicenda Snaitech. Sul tema interviene Massimo Braccini, coordinatore nazionale della Fiom per il gruppo Snaitech.
"I provvedimenti introdotti dal governo con la manovra finanziaria - dice Braccini - rischiano di produrre effetti negativi sull’occupazione nella filiera del gioco legale. In Italia si calcolano circa 100 miliardi che ruotano intorno al mondo del gioco e si riscontrano circa 150mila lavoratori addetti. Un settore molto particolare la cui crescita spesso é legata all’aumento di un disagio sociale. Va sicuramente nella giusta direzione l’intervento sul settore volto a rendere compatibile il gioco con la sostenibilità sociale, anche perché i costi a carico della collettività sono  ingenti, così come vanno sicuramente contrastate le attività illecite, ma vanno chiamate anche le aziende a risponderne in solido".

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