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Saisi (Uilm): “Kme, servono garanzie per i lavoratori”

La Uilm area nord Toscana vuole che siano date certezze ai lavoratori che, si teme, dovranno lasciare la Kme. E’ quanto afferma oggi il segretario Giacomo Saisi, all’indomani della lettera dell’azienda che non lascia sperare di poter evitare gli esuberi.

“In merito alla trattativa tra organizzazioni sindacali e Kme Italy siamo consapevoli che per raggiungere l’accordo del 22 giugno scorso sia stato fatto un percorso duro e difficile e, che ancor più complicata sarà la gestione dello stesso – afferma Saisi – ma come organizzazione sindacale firmataria dell’accordo non possiamo tirarci indietro e non assumerci queste responsabilità. Fin dai primi incontri, avuti con l’azienda, sapevamo che ci sarebbero stati esuberi strutturali e non lo abbiamo mai negato nemmeno ai lavorati – ammette -, infatti prima di tutto abbiamo trattato perché nessun lavoratore venisse licenziato, attivando i contratti di solidarietà e ricercando misure alternative per una possibile ricollocazione, concordando l’attivazione di percorsi formativi mirati ad una riqualificazione del personale da adibire a nuove mansioni, da utilizzare sia all’interno sia all’esterno dello stabilimento, corsi che necessitano di un accordo sindacale a livello di sito, così come previsto dall’accordo del 22 giugno 2016”.
Saisi ribadisce la priorità dell’impegno, a fronte dell’importanza strategiche della Kme per un territorio intero: “Precisiamo che come Uilm ricercheremo un intesa e andremo agli incontri con l’azienda con lo spirito di trovare il miglior accordo possibile, a partire dal ridurre quanto più possibile il numero dei lavoratori messi al massimo degli ammortizzatori sociali, dobbiamo anche cercare di garantire al personale che andrà a far parte di questa nuova avventura tutte le tutele e i diritti dei colleghi che rimarranno in Kme, inoltre alla fine di questo percorso formativo dovremmo tutelare tutti coloro che avranno trovato una ricollocazione nella nuova realtà, ma soprattutto salvaguardare quei lavoratori che torneranno a lavorare in stabilimento, garantendogli la parità di trattamento nei confronti dei colleghi che per due anni sono rimasti a Fornaci di Barga”.
“Quello che succederà a settembre 2018 (scadenza degli ammortizzatori sociali) – conclude il sindacalista – non possiamo saperlo oggi, ma sicuramente ci impegneremo perché quando arriveremo a quella data tutti i lavoratori abbiano un ricollocazione, (a tal proposito in questa fase sarebbe auspicabile un azione di monitoraggio continuo che coinvolga anche tutte le istituzioni politiche del territorio) perché la Kme Italy è di primaria importanza per l’occupazione di tutta la Garfagnana e la Valle del Serchio”. 

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