Richiesta danni per lo stadio di Coreglia, si va in aula

Potrebbe diventare una causa quasi milionaria quella che il comune di Coreglia Antelminelli si troverà suo malgrado a sostenere davanti al tribunale civile di Lucca il prossimo ottobre contro la ditta che aveva vinto l’appalto per la realizzazione del nuovo stadio di Ghivizzano.

Una partita da quasi 700mila euro: a tanto ammonta infatti la richiesta di risarcimento dell’azienda che prima aveva vinto la gara d’appalto e poi è stata estromessa dal comune perché inadempiente secondo gli amministratori, ma ora ha chiesto al municipio di Coreglia Antelminelli. La storia inoltre ha causato, sempre stando a quanto sostenuto dagli amministratori, un ritardo anche nei lavori, tanto che il campo sportivo dove doveva inaugurare la stagione calcistica il Ghiviborgo – che milita in serie D -, non potrà essere utilizzato prima della fine dell’anno: la società infatti ha già pagato l’affitto del campo sportivo di Bagni di Lucca, lo stadio delle Terme, fino alla fine del 2017 per potersi iscrivere al campionato.
“I lavori sono quasi ultimati – spiega l’assessore Massimo Bigiarini -. Sarà questione di un paio di mesi nella peggiore della ipotesi, massimo tre, ma le ditte appaltatrici della Ati che ha eseguito i lavori stanno lavorando a ritmo serrato anche il sabato per cercare di concludere velocemente. Ovviamente la vicenda della ditta che aveva vinto la gara ci ha rallentati e tra le varie cose ci ha fatto perdere quasi un anno di tempo”.
La storia è semplice: il Comune di Coreglia bandisce una gara per la realizzazione del campo sportivo di Ghivizzano e l’offerta migliore arriva da un’azienda di Padova. I lavori per lo stadio hanno un valore di circa un milione e 400mila euro. La ditta che secondo la gara doveva anche redigere il progetto preliminare e l’esecutivo che rispettasse i dettami del genio civile e della Lega Dilettanti, produce un progetto dopo vari ritardi che presenta, secondo le contestazioni mosse, delle lacune e viene respinto dalla Lega. A quel punto il Comune inizia le procedure preliminari per arrivare a una definizione della cosa. E dopo vari mesi, secondo quanto riferito dagli amministratori di Coreglia, sindaco e assessori sono scontenti dell’operato dei veneti ed estromettono la ditta affidando i lavori alla seconda classificata, una Ati (associazione temporanea di impresa) di aziende locali (Baldassarri, Panzani e Battaglia), che accettano di lavorare alle condizioni della prima classificata. Da qui scatta la causa poiché la prima ditta estromessa dall’appalto ritiene di essere stata danneggiata e di aver subito un mancato guadagno e chiede un risarcimento di quasi 700mila euro. La questione verrà dibattuta il prossimo 8 ottobre al tribunale di Lucca in sede civile, a meno che prima non si verifichi una ricomposizione della vicenda attraverso un accordo tra le parti, anche a fronte magari di una transazione a titolo di risarcimento per la ditta.

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