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Progetto Rinascimento: “Su rifiuti un dibattito fra incompetenti”

Arriva dopo quattro giorni di polemiche la replica di Progetto Rinascimento, la lista dell’ex sindaco Mario Betti, alle accuse della maggioranza di Bagni di Lucca e di Un futuro per Bagni di Lucca di Claudio Gemignani. Lascia strascichi, insomma, il consiglio comunale fiume di sabato scorso dopo i consiglieri di Progetto Rinascimento erano assenti.

“Imputare a Base – si legge nella nota di Progetto – maggiori costi dello smaltimento è l’ultima magra figura dell’amministrazione Michelini sulla società interamente di proprietà del Comune di Bagni di Lucca. Sabato mattina è andato in scena un consiglio comunale che definire grottesco è riduttivo. L’assenza di rappresentanti del gruppo Progetto Rinascimento è stata dettata da motivi personali lavorativi, ma sarebbe stata anche un’inutile perdita di tempo per il punto principale riguardante il debito fuori bilancio di Base, perché sarebbero stati costretti ad allontanarsi data la sua illegittimità. Infatti, è stato illogico non vedere invitato ad esporre dati tecnici l’ingegner Vitiello quando proprio lo statuto di Base ne prevede la presenza in simili occasioni per evitare che il consiglio comunale possa essere annullato. E proprio così abbiamo assistito a un dibattito tra incompetenti. Nessun supporto tecnico, dati a casaccio, debiti fuori bilancio come noccioline. Adesso iscriveranno fuori bilancio anche i crediti derivanti da Base? È bene che i cittadini sappiano che aumentare la tassa sui rifiuti sarà un’esclusiva scelta politica dell’amministrazione Michelini. Incrementare le tariffe di 95mila euro quando si ha a disposizione un utile di almeno 100mila euro, come comunicato ufficialmente dall’amministratore unico Vitiello, è un’azione vessatoria nei confronti dei cittadini”.
“Cosa faranno poi con gli utili di Base visto che non li utilizzeranno per non aumentare le bollette? – prosegue Progetto Rinascimento – Siamo profondamente amareggiati da questa assurda direzione intrapresa perché quando nel 2013 immaginammo Base, e quando poi la mettemmo in piedi nel 2015, era uno strumento in più al servizio del Comune. Oggi invece Base è vista come un qualcosa di esterno, da combattere e abbattere. Vedendola dal fuori sembrerebbe esserci una regia superiore. Chi potrebbe trarne vantaggio? Forse quello che un giorno potrebbe diventare il gestore unico di ambito per la raccolta rifiuti, lo spettro del megacarrozzone, perché se si concretizza la strategia di far credere che Base non funzioni, altre strade saranno accettate rassegnatamente dai cittadini. Una volta incatenati nel megagestore, sarà impossibile tornare indietro. È forse questo l’obiettivo?”.

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