La Libellula: “Da Kme accuse campate in aria”

Il movimento La Libellula chiarisce oggi, definitivamente, la sua posizione dopo la replica di Uilm e Kme, riguardo al progetto pirogassificatore. “In merito alla prima – si legge – non ci siamo mai sognati di mettere in discussione la rappresentatività del sindacato, il consenso che ha nei lavoratori e le conquiste che ha ottenuto anche recentemente in tema di premi di risultato o quant’altro. Anzi, comprendiamo quanto sia difficile il lavoro a cui è chiamato in condizioni di grande difficoltà. Ciò su cui invece abbiamo scritto riguarda solo ed esclusivamente il progetto pirogassificatore e su questo ci sentiamo non solo in diritto, ma soprattutto in dovere di esprimere le nostre opinioni, quale interlocutore ufficiale riconosciuto anche dal Comune di Barga nonché da tutti quei cittadini che sono venuti il 22 gennaio scorso al cinema Puccini e che ci hanno onorato della loro partecipazione”.

Gli esponenti del movimento affermano che “fin dall’inizio abbiamo espresso le nostre perplessità e critiche, sempre argomentate e con un po’ di sana vena polemica che riteniamo non faccia mai male, oltre che verso l’azienda anche a tutte quelle istituzioni che hanno elogiato acriticamente il progetto di Kme, siano esse sindacati, Confindustria o partiti politici/amministrazioni pubbliche; così come invece abbiamo sempre riconosciuto chi si è distinto da tale atteggiamento accondiscendente, avanzando legittimi dubbi su un progetto che riteniamo anacronistico e pericoloso. Nel caso specifico – proseguono – non abbiamo trovato traccia del minimo dubbio verso questo progetto da parte della Uilm, che al contrario fin da subito lo ha definito coinvolgente, e ne ha anzi sposato pienamente la causa portando avanti in prima persona le motivazioni, peraltro assai dubbie, di cui abbiamo già scritto nel nostro precedente intervento e su cui non vogliamo tornare. Facciamo notare a tutti di non essere certamente l’unica associazione/movimento ad aver avanzato preoccupazione sulla presenza di un tale impianto in Valle del Serchio, come le recenti segnalazioni inviate al piano strutturale intercomunale dell’Unione dei Comuni Media Valle del Serchio in formazione testimoniano”.
Per quanto riguarda l’ultima replica da parte di Kme, invece, l’associazione risponde che “non sappiamo a chi si rivolge quando accusa qualcuno di affermare che abbia fermato la produzione per taroccare i dati della centralina mobile di Arpat, ma soprattutto siamo curiosi di sapere dov’è che avremmo contestato la prosecuzione e lo sviluppo dell’attività metallurgica, anche questa un’accusa completamente campata in aria. Neppure abbiamo mai contestato l’idea che lo stabilimento debba raggiungere la sua autonomia energetica: semmai contestiamo il modo con cui lo si fa. Se Kme vuole raggiungere l’autonomia energetica, basta che bussi alla porta delle vicine cartiere e scoprirà che è possibile farlo in maniera assolutamente competitiva senza necessità di bruciare rifiuti: suggerire questo non significa affatto pretendere di sapere meglio di tutti come si gestisce un’azienda, ma semplicemente attuare quello che abbiamo sostenuto il 22 gennaio come uno dei nostri principi, ovverosia sostenere l’industria pulita verso percorsi virtuosi, in modo da tutelare la qualità dell’aria e la salute nella Valle, che sono beni comuni e di cui nessuno può avocare a sé la gestione o mettere paletti inaccettabili alla discussione. Per quanto riguarda l’ennesima lezioncina sull’economia circolare, rinviamo a un nostro recente articolo e ai suoi riferimenti sul tema della complementarietà o meno dell’incenerimento con gli obiettivi di riciclo e riuso fissati dalla Ue, cosicché ognuno possa farsi un’idea di quanto le due cose siano distanti; constatiamo invece piacevolmente che da pirogassificatore, parola che non abbiamo letto e che del resto non esiste neppure nel vocabolario della lingua italiana, siamo passati a “impianto di autonomia energetica”.
La Libellula evidenzia infine che “Kme non intende confrontarsi con noi, ma non provi a scaricare addosso al movimento o a chiunque altro la responsabilità sul fatto che lo stabilimento di Fornaci non è più da tempo un polo di eccellenza industriale e tecnologico a livello internazionale, responsabilità che può attribuire solo e soltanto a sé stessa. Da parte nostra, fino a quando non ci saranno rilevanti novità sul progetto o sul cosidetto accordo di programma, eviteremo ogni altro botta e risposta che possa essere strumentalizzato con accuse totalmente inventate atte solo a portare divisioni”.

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