La Garfagnana valorizza la via del Volto Santo

Non solo via Francigena ma anche via del Volto Santo. La Garfagnana riscopre le potenzialità del turismo religioso. La Via del Volto Santo infatti attraversa interamente i territori delle Unione di Comuni  Garfagnana e Media Valle del Serchio, un percorso montano che unisce la Lunigiana alla Garfagnana e quindi a Lucca, importantissima metà di pellegrinaggio medievale per la devozione al Voto Santo, il Crocifisso ligneo esposto nel Duomo di Lucca. Un ricco patrimonio di cui rimangono significative presenze di rilevante valore architettonico ed artistico che meritano adeguata tutela e valorizzazione per una fruizione culturale e turistica dell’intero territorio che la attraversa. In tale direzione, la Garfagnana sta contribuendo con iniziative passate, in corso e di futura realizzazione mettendo a disposizione le sue energie culturali ed organizzative. L’Unione Comuni Garfagnana, prima Comunità Montana, dedica una particolare attenzione al tema seguendo e promuovendo iniziative sulla valorizzazione dei sentieri storici e finalmente, dopo anni di sensibilizzazione locale e promozione turistica si apprezza un sempre crescente flusso di pellegrini moderni che scelgono questo percorso per attraversare e visitare il territorio dei Comuni dell’Unione.

Questo già intenso percorso si trova adesso di fronte ad una nuova opportunità offerta dalla Regione Toscana con il progetto dei cammini storici della Valle del Serchio, presentato dall’Unione Comuni Garfagnana sul bando promosso dal Gal Montagnappennino per un importo di 142.000 euro, approvato oggi (3 settembre) dalla giunta dell’Unione stessa. Il progetto ha come finalità la valorizzazione del territorio della Garfagnana da un punto di vista turistico culturale aprendolo alla percorrenza di viandanti e pellegrini che a piedi, in bicicletta o a cavallo, lungo antichi sentieri e mulattiere, scopriranno  le ricchezze di questa terra che rispetto a zone ad alta urbanizzazione, mantiene ben leggibili testimonianza di carattere storico ed artistico, ambientale – con la presenza di ben due Parchi e di riserve naturalistiche – di tradizioni popolari, produzioni tipiche e gastronomia. L’utenza cui si rivolge la proposta è quella del turismo “lento” interessato a una fruizione del territorio nei suoi molteplici aspetti, un viaggio – esperienza da effettuare in forme spartane e sostenibili, alla scoperta dell’identità locale di una regione.
I percorsi, che fanno parte della rete di viabilità antica che dal Nord Italia, superato l’Appennino, raggiungeva Lucca – per la devozione del Volto Santo- e poi lungo la via Cassia arrivava a Roma, intendono integrare ed arricchire il sistema dei cammini storici già riconosciuti dalle regioni Toscana ed Emilia come la Via Francigena (tratto da Parma a Lucca) e la Via Matildica (da Reggio Emilia a Lucca). I tracciati principali sono due: la Via del Volto Santo: dal passo dell’Argegna a Castelnuovo Garfagnana passando da San Romano e Gallicano per raggiungere Barga. L’altra,  la Via Matildica – che ricorda Matilde di Canossa – ha inizio dal millenario ospedale per i viandanti di San Pellegrino in Alpe,  per raggiungere Castiglione e concludersi a Castelnuovo. I percorsi sono suddivisi in tappe per offrire accoglienza e servizi adeguati ai viandanti. Vengono segnalati anche itinerari tematici sul territorio alla scoperta di chiese, fortificazioni, tradizioni, artigianato e prodotti tipici.  Due – tre giorni sono i tempi minimi di percorrenza che il progetto propone ai viandanti per una corretta fruibilità dei percorsi.
“Attraverso il coordinamento di competenze, funzioni e risorse delle istituzioni locali – afferma il Presidente dell’Unione Nicola Poli – l’obiettivo è quello di dare continuità all’itinerario e individuare nuovi prodotti atti alla crescita e alla diversificazione dei flussi turistici e procedere alla programmazione delle attività e alla promozione di un calendario eventi relativo proprio alle vie storiche, in una ottica progettuale strettamente coordinata con l’Unione Comuni Media Valle”. A tal fine è già operativa una cabina di regia che sta coordinando lo stato di avanzamento del protocollo di intesa, le progettualità, la definizione del logo e l’immagine coordinata, che contribuiranno a dare alle popolazioni locali una maggiore conoscenza di un disegno culturale, sociale ed economico di grande respiro territoriale ed europeo e ad innescare processi di sviluppo, anche con l’attivazione di sinergie pubblico – privato, fondamentali per il rilancio economico del territorio”.

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