No Pirogassificatore, in piazza anche ambientalisti della Piana

Anche Zero waste Italy, Zero Waste Europe ed Ambiente e Futuro, le realtà che stanno portando avanti il progetto Ecopulplast che mira a recuperare materiali plastici dagli scarti di lavorazione delle cartiere, aderiscono alla manifestazione di sabato (13 ottobre) a Fornaci di Barga indetta dal Movimento la Libellula contro l’ipotesi di un pirogassificatore per bruciare lo scarto di pulper delle cartiere. Nel contempo chiedono anche la creazione di un tavolo tecnico con l’azienda.

“Se tale progetto passasse – si legge in una nota inviata dal Centro studi rifiuti zero – non solo l’azienda trasformerebbe il proprio core businnes dalla produzione di manufatti in rame e ottone qualificandosi come industria dello smaltimento rifiuti ma costituirebbe la pietra tombale sopra il progetto Ecopulplast che sta dimostrando che è possibile recuperare materia dagli scarti soprattutto plastici per produrre pallet”.
“Chiediamo – prosegue la nota – che le cartiere scelgano tra soluzioni che aggraverebbero la qualità ambientale dei territori e la possibilità di un loro sviluppo policentrico e soluzioni che, invece, in modo lungimirante tengano conto della necessità di un’industria avanzata e aperta davvero al confronto con istituzioni e comunità locali. Chiediamo inoltre la costituzione di un tavolo tecnico con l’azienda e le istituzioni a cui partecipi anche il movimento La Libellula, rappresentativo delle comunità della Valle del Serchio per elaborare possibili proposte alternative basate su di una diagnosi energetica dell’azienda, come richiesto da normative europee e nazionali che ritiene possibile recuperi energetici attraverso l’efficentamento dei processi aziendali tra il 175 e il 240 per cento”.
“Se a ciò colleghiamo la possibilità di acquisizione dei titoli di efficienza energetica detti certificati bianchi – conclude la nota – si può capire come possano essere individuate concrete alternative al pirogassificatore nel quadro di un rilancio aziendale meno impattante  per l’ambiente ma in grado di difendere gli attuali livelli occupazionali”.

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