Kme, fumata bianca: ok all’accordo integrativo

Fumata bianca nella notte sull’ipotesi di accordo integrativo fra sindacati e Kme. Una “buona intesa”, la definisce il segretario provinciale di Fiom, Mauro Rossi. Ma su questo fronte anche Uil è concorde. La bozza di accordo sarà illustrata a tutti i lavoratori nelle assemblee convocate per giovedì 8 novembre e successivamente sottoposta al loro giudizio attraverso un referendum. “Si tratta di un atto importante per una azienda che vuole superare un lungo periodo di difficoltà e mettere le basi per un suo rilancio attraverso gli investimenti produttivi annunciati anche in sede ministeriale”, prosegue Rossi. Soddisfatto anche Giacomo Saisi della Uilm: “Una lunga trattativa durata 13 ore, dopo settimane di tavoli ed incontri, ma alla fine siamo riusciti a trovare un ottimo accordo per il rinnovo del contratto aziendale di Kme Italy ed Em Moulds”. Esulta anche Massimo Braccini della Fiom: “L’accordo conferma il rilancio dei siti produttivi in italia, precisa che il corebusiness dell’azienda rimane la metallurgia e sono definiti investimenti in tutto il gruppo”.

L’accordo avrà una durata di tre anni così come triennale è il piano degli investimenti programmati. In questo periodo si prevede un progressivo reimpiego in attività produttive di tutto il personale finora collocato al massimo degli ammortizzatori sociali. Entro i primi tre mesi del 2019 tutto il personale finora utilizzato alla Social Valley, sulla montagna pistoiese, potrà rientrare all’interno del perimetro aziendale anche se in attività non direttamente produttive.
“È stato confermato – aggiunge Rossi – l’impianto di premio di risultato concordato tre anni fa seppur in presenza di una società che non è ancora uscita definitivamente dalla crisi. Si è altresì mantenuta la corresponsione di una somma annua di 500 euro sotto forma di welfare: a questo proposito i lavoratori (anche in questo caso con referendum) potranno collettivamente scegliere se optare per la corresponsione in busta paga di un importo corrispondente al costo economico aziendale pari a 500 euro. Crediamo che questa ipotesi di accordo, siglata unitariamente, possa essere una importante svolta che potrà accompagnare e consolidare una ripresa stabile per una azienda così importante per il nostro territorio e per un settore che deve essere, da tutti, mantenuto e valorizzato”.
“L’azienda proponeva un integrativo della durata di un solo anno. La nuova intesa – aggiunge Giacomo Saisi – avrà invece una durata di 36 mesi e contiene importanti garanzie occupazionali. Nessun lavoratore, infatti, sarà licenziato. Anche sulla produzione e sugli investimenti abbiamo ottenuto da Kme importanti assicurazioni, messe nero su bianco: è stato confermato il completamento del forno fusorio Loma1 per il raggiungimenti di 40mila tonnellate di produzione annua, con la presentazione agli organi competenti del progetto di piattaforma energetica “Waste to Energy”. Sarà inoltre creato un polo accademico in collaborazione con l’università Sant’Anna di Pisa dedicato all’economia circolare. Ripresa dell’attività di ricerca in ambito metallurgico”.
“Per quanto riguarda il ricorso agli ammortizzatori sociali, previsti anche dall’accordo ponte dell’estate con il passaggio alla Cassa integrazione – prosegue Saisi – si andrà in continuità con l’attuale modalità con importanti rassicurazioni per il futuro: tutti i lavoratori che oggi sono al massimo degli ammortizzatori sociali rientreranno nel perimetro aziendale entro i primi tre mesi del 2019, i giorni di lavoro saranno minimo 8 con l’impegno di incontrarsi ogni 2 mesi per valutare eventuali aumenti del numero minimo. Prosecuzione con l’attività con i Comuni e questi lavoratori matureranno il 60% dei ratei di tredicesima”.
“L’accordo ci permette di guardare al futuro con un po’ più di ottimismo e di provare ad agganciare una definitiva ripresa che consenta nel più breve tempo possibile un ritorno alla una piena occupazione, partendo proprio dal prossimo anno – conclude Saisi -. Ci auguriamo conclude Saisi che non ci siano intoppi perché quanto ottenuto è davvero un ottimo risultato”.
“L’accordo prevede clausole di garanzia dove l’azienda si impegna a non spostare attività che implichino la perdita di volumi produttivi e viene confermata la commissione economica congiunta al fine di monitorare l’andamento aziendale – afferma Massimo Braccini -. Riteniamo questa ipotesi di accordo molto importante e fondamentale per gli stabilimenti italiani ed i lavoratori del gruppo”.

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