L’asilo nido di Barga attiva un progetto innovativo di didattica a distanza

Si chiama "Vicini col cuore – filo diretto per eliminare le distanze"

Un progetto innovativo per combattere il coronavirus. Si chiama Vicini col cuore – filo diretto per eliminare le distanze, ed è il primo vero reale esperimento sociale di didattica a distanza adottato in un asilo nido. Accade a Barga, sede del nido d’infanzia Dottor Gonnella, chiuso fisicamente per ovvi motivi di sicurezza, ma di fatto aperto sempre, grazie alla interazione costante tra amministrazione comunale, personale educativo, coordinatori pedagogici e genitori.

Non è la canonica didattica online che investe ad esempio le scuole superiori, però è un servizio che consente ai bambini di non perdere le loro routines interrotte bruscamente quasi un mese fa, e soprattutto tiene vivo quel filo diretto, per l’appunto, per far sentire meno sole le famiglie. E’ stato creato un apposito gruppo Whatsapp ad implementazione della pagina Facebook, e ogni giorno, a rotazione, le educatrici si alternano nel ruolo di messaggeri, producendo in proprio video di letture di fiabe e racconti per bambini, file audio o video delle canzoncine conosciute dai piccoli ospiti della struttura, progettando attività a distanza rivolte anche ai genitori.

Il bilancio sociale di questa iniziativa, segna un positivo riscontro da parte di tutti: i piccoli da 12 a 36 mesi ritrovano volti e voci conosciuti, i genitori interagiscono con le tate, e soprattutto esiste un collante tra la cooperativa sociale La Luce di Lucca (che dal 2015 gestisce in appalto il servizio nella bella e funzionale struttura di San Pietro in Campo) e l’amministrazione comunale di Barga.

“Da insegnante ed amministratore pubblico sono orgogliosa di ciò che queste ragazze stanno facendo – afferma l’assessore al sociale Sabrina Giannotti -, è fondamentale mantenere vivi i rapporti tra educatrici, famiglie e bimbi. E con questo progetto, ancora una volta il nido d’infanzia di San Pietro in Campo si conferma un fiore all’occhiello per la qualità della didattica, la competenza e l’umanità del personale e le metodologie operative. Appena sarà finita l’emergenza, non vedo l’ora di poter tornare a visitare la struttura e complimentarmi personalmente con tutti”.

La direzione pedagogica del progetto, fa capo alla dottoressa Annalisa Capocchi, dirigente della cooperativa sociale: “I bambini che frequentano i nidi non sono abituati a passare tanto tempo con le famiglie, cambiando le loro routine. E con questo servizio, quindi, vogliamo dare delle rassicurazioni ai piccoli, e mandare un messaggio di vicinanza e positività anche ai genitori. E’ importante anche accogliere le reazioni, perché questa fermata crea molte implicazioni per la difficoltà di gestire un tempo a cui nessuno era abituato”.

Le protagoniste di questo progetto, sono le tate e il personale ausiliario, che rispondono al nome (in rigoroso ordine alfabetico) di Claudia Collecchi, Veronica Dall’Aste, Ilaria Di Giangirolamo, Monica Gonnella, Elisabetta Nutini, Elena Pieri e Chiara Trivelli.

La Collecchi, in qualità di coordinatore interno, spiega le attività: “Il giorno in cui fu decisa la chiusura delle scuole, abbiamo pensato di metterci a tavolino per continuare il lavoro svolto fino a quel momento, e non disperdere quel patrimonio di conoscenza, valutazioni e risultati raggiunti nell’ambito del piano educativo. Quindi, d’accordo coi genitori, abbiamo proposto Vicini col cuore, e a rotazione ognuna di noi trova il modo di mettersi in collegamento con i piccoli e le famiglie. Quindi, attraverso files video e audio autoprodotti da noi facciamo vedere ad esempio i laboratori per fare i didò, o le letture del progetto Leggere Forte, o le canzoncine cantate durante i momenti della giornata al nido, o tante volte semplicemente un saluto. Tutti diamo qualcosa, e riceviamo tanto in termini di partecipazione e affetto. Ma non vediamo l’ora di rivedere e riabbracciare i nostri piccoli ospiti nella sede naturale del nido”.

Infine, per i genitori parla il dottor Daniele Bonini: “Per i nostri figli, questa chiusura è stata un trauma – ammette -, e anche per noi. Però, questa interazione costante con le tate da un lato ci rassicura, dall’altro consente anche ai bambini di interagire con gli altri e riprodurre quello che hanno appreso durante il loro percorso al nido. Lodevole iniziativa, ma quello che a noi genitori ha colpito, è stata anche la grande disponibilità del sindaco e dell’amministrazione comunale a venire incontro alle nostre richieste, in primis la disinfestazione periodica e completa dei locali, e la sospensione delle rette”.

Insomma, i bimbi non saranno mai soli, e quanto meno, l’informatizzazione consente, anche in questo caso, di annullare le distanze fisiche in una fase dell’infanzia delicata.

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