Tosi e Pellegrinotti: “Omaggio ai caduti, un gesto frainteso”

Il capogruppo di Prima Pescaglia e il commissario della Lega: "Il sindaco ha strumentalizzato i fatti"

“Un gesto frainteso”. Spiegano così l’accaduto di questa mattina a Pescaglia, Pietro Tosi, capogruppo di Prima Pescaglia e Luigi Pellegrinotti commissario Lega Mediavalle Garfagnana. E rispondono per le rime al sindaco che aveva accusato in particolare Tosi di essersi recato al municipio per omaggiare le vittime di tutte le guerre, definendo il gesto un “affronto” alla memoria del 25 aprile.

“Caro sindaco – scrivono entrambi – ancora una volta hai perso l’occasione per fare di una giornata importante come questa una data di pacificazione ed unità nazionale. Come ben saprai, come ci ha insegnato la storiografia italiana dagli anni ’70 in poi, la guerra di Liberazione in Italia è stata anche, purtroppo, una guerra civile. Nessuno di noi, ed in particolare il capogruppo di Prima Pescaglia, ha mai voluto dare una etichetta di buoni o di cattivi a chi, settant’anni or sono, combatté, o perse la vita in quel tragico periodo della storia del nostro paese”.

“Accanto a partigiani, combatterono soldati italiani, americani, inglesi e così via: uniti nello spirito comune – scrivono – di tutelare quelle Libertà sulle quali, come primo cittadino, tu hai giurato indossando la fascia tricolore. Quelle libertà comprendono la libertà di espressione, e mai, come oggi, dovresti apprezzare non una provocazione ma un sentimento di amore verso il nostro paese, verso la nostra comunità e la nostra storia; un segnale di apertura per dire basta alle divisioni che, in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo per colpa di questo nuovo e subdolo nemico, il coronavirus, stiamo attraversando e che oggi più che mai dovrebbero essere superate per ritrovarci uniti, fianco a fianco a lottare ancora dalla stessa parte, come nel 1945″.

“Ci dispiace profondamente che questo messaggio sia stato frainteso, strumentalizzato e mistificato, ci duole ancora di più – aggiungono -che a farlo sia stato il sindaco del nostro comune, il primo cittadino, colui che dovrebbbe rappresentare l’unità di tutta la nostra comunità e non quello che scende nella provocazione e nella rissa verbale. Noi vogliamo vedere al futuro, oggi più che mai liberi, grazie a chi ha difeso l’Italia per renderla una democrazia e non una dittatura nera, bianca o rossa. ‘Ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione’: ricordando questa frase di Cesare Pavese, ricordando gli italiani che sono morti, poiché la morte trascende le divisioni di parte, consapevoli di chi lottava per una giusta causa e di chi lottava per quella sbagliata, ti porgiamo i nostri più cordiali saluti, auspicando ancora una volta la nostra voglia di superare le divisioni e di essere uniti come un unico popolo”.

 

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