Cinghiale ucciso, Uniti per Gallicano: “Impianti riaperti come se nulla fosse”

L'opposizione presenterà una nuova interpellanza al sindaco

A ormai quattro mesi dall’uccisione di Jolanda, il cucciolo di cinghiale freddato a colpi di pistola nel pomeriggio di domenica 2 febbraio agli impianti sportivi di Gallicano. Sull’argomento interviene Uniti per Gallicano, che attacca il sindaco: “Gli impianti sportivi hanno riaperto i cancelli e la vecchia gestione ha ripreso in mano le redini come se niente fosse successo. Non ci resta che pensare che al sindaco stia bene così, che un parco pubblico frequentato da bambini, giovani e meno giovani, resti nella gestione di personaggi che non esitano a fare fuoco in pieno giorno“.

Spara a un cinghiale e lo uccide agli impianti sportivi

Il gruppo di opposizione annuncia che nei prossimi giorni presenterà una nuova interpellanza al sindaco “affinché prenda pubblicamente una posizione ufficiale sui fatti in argomento”.

“Sembra passato un sacco di tempo eppure sono trascorsi appena quattro mesi dall’uccisione del cinghiale agli impianti sportivi di Gallicano. Va ricordato, che era domenica quel 2 febbraio, che era il primo pomeriggio e che il luogo era l’area di un parco pubblico accanto a scivolino e altalene per bambini. Queste circostanze avevano destato sconcerto e ribrezzo a Gallicano e in Valle. Come gruppo consiliare ci eravamo rivolti al sindaco per chiedere una serie di informazioni e per chiedere anche conto di una sua valutazione sulle responsabilità del gestore che, all’epoca, era a nostro avviso responsabile di non aver salvaguardato la sicurezza nel parco pubblico a lui affidato se vi potevano accedere persone armate e fare fuoco. Quindi avevamo anche chiesto se ci fossero gli estremi per la revoca della convenzione con l’associazione concessionaria, per la mancata osservanza degli obblighi ivi previsti”.

“Nel frattempo, saltava fuori il nominativo dell’autore del gesto: lo stesso presidente dell’associazione che gestisce gli impianti sportivi. La ricostruzione fornita dallo stesso, con una nota del 2 marzo, sulla cui veridicità non spetta a noi fare luce, ma che vogliamo ricordare in questo frangente per la singolarità delle coincidenze dato che nella stessa si parlava di un’esecuzione non della cucciola e mite Jolanda, così era chiamata la cinghialina casualmente e contemporaneamente scomparsa, bensì di un esemplare grande e pericoloso. La nostra interpellanza era datata 13 febbraio e il sindaco ci ha risposto un mese dopo, quando già al corrente della posizione del gestore, che nel frattempo si era aggravata assumendo connotati di responsabilità penale”.

“La risposta, che ci è stata data in periodo di piena emergenza Covid è stata che il sindaco stava ancora valutando se fosse necessario o meno e se sia opportuno o meno revocare la convenzione. A questo punto, in una fase dell’emergenza che fortunatamente ha lasciato il peggio alle sue spalle, in cui tutte le attività sono ripartite, anche gli impianti sportivi di Gallicano hanno riaperto i cancelli e la vecchia gestione ha ripreso in mano le redini come se niente fosse successo. A questo punto non ci resta che pensare che al sindaco e all’amministrazione comunale stia bene così, che un parco pubblico frequentato da bambini, giovani e meno giovani, resti nella gestione di personaggi che non esitano a fare fuoco in pieno giorno, uccidendovi animali e mettendo in pericolo l’incolumità che avrebbero il dovere, anzi l’obbligo di tutelare a norma della convenzione stipulata col comune stesso”.

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