Nuovo ponte sul Serchio, ok alla variante urbanistica ma è polemica sul progetto

Può partire l'iter per la realizzazione dell'opera. Bocciato un ordine del giorno di Bindocci (M5S)

Il consiglio comunale di questa sera (6 agosto) è stato anche quello della votazione sulla variante urbanistica semplificata per la realizzazione del nuovo ponte sul Serchio.

Un atto dovuto, come ha ricordato l’assessore all’urbanistica Serena Mammini, dopo che la precedente variante era decaduta nel 2017 dopo cinque anni dalla sua approvazione.

“Stasera – ha detto in apertura – ripristiniamo la conformità urbanistica per la realizzazione del nuovo ponte sul Serchio. La competenza per la realizzazione è provinciale e il tema riguarda anche la realizzazione dell’asse suburbano, della tangenziale di Lucca e, speriamo, del casello di Mugnano”.

Mammini ripercorre l’iter recente della progettazione: “Una prima conferenza dei servizi istruttoria – ricorda – lo scorso 6 maggio, convocata dalla Provincia, accertata la decadenza della previsione urbanistica ha fatto emergere la necessità di approvare una variante urbanistica che ripristinasse la previsione originaria. In tale sede è stata chiarita la competenza della Provincia per l’approvazione del progetto e quella del Comune per l’approvazione della variante. In quella sede è stata anche concordata la procedura da seguire per i tempi più rapidi per consentire l’approvazione del progetto dell’opera pubblica. Si è poi tenuta una seconda conferenza dei servizi decisoria a giugno 2020 dove sono state considerate le prescrizioni impartite e le richieste di chiarimenti formulate dagli enti partecipanti alla prima conferenza iscrittoria e i contributi ricevuti a vario titolo. Tra questi la Regione ha comunicato che la variante rientrava nei casi di esclusione da Vas. La commissione del paesaggio, dal canto suo, esaminato il progetto, non ha evidenziato contrasti con le prescrizioni del piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico ed ha espresso parere favorevole in quanto l’intervento risulta compatibile con i valori tutelati dai vincoli. La Provincia ha poi mostrato il parere favorevole ottenuto dalla Soprintendenza. Poiché la previsione del nuovo ponte sul serchio, già presente nel regolamento urbanistico vigente e confermata nel piano strutturale è fuori dal territorio urbanizzato si è tenuta anche la conferenza di copianificazione, che si è conclusa positivamente. Il Comune ha così potuto depositare gli elaborati per la variante urbanistica semplificata”.

“Questo è l’iter – conclude Mammini – che ha portato alla variante sottoposta a questo consiglio comunale per l’adozione. Abbiamo fatto tutto in tempi piuttosto rapidi, nonostante questo lavoro non fosse inserito nella nostra normale programmazione”.

Il dibattito più che sulla variante si sposta sul progetto in sé del ponte. Dubbi dal consigliere di SiAmo Lucca Enrico Torrini, che chiede se esistono dati su come cambierà e che efficacia avrà l’infrastruttura sui flussi di traffico: “Inoltre – ha detto Torrini – senza l’altro pezzo dell’asse suburbano questo lavoro rappresenta un moncone”. La consigliera di centrodestra, Simone Testaferrata, ripercorre i tempi della progettazione dell’opera fin dal concorso internazionale di progettazione del 2014: “Adesso – ha concluso dopo l’elencazione – basta con gli slogan, servono fatti concreti. Che cosa è successo – si chiede – per allungare così i tempi e per arrivare oggi ad approvare una variante al regolamento urbanistico?”.

Dubbi sulle questioni procedurali anche per il consigliere Massimiliano Bindocci (M5S), ma anche sui contenuti del progetto. L’esponente pentastellato, infatti, contesta l’impatto del progetto sul territorio, in particolare nella parte in cui prevede uno svincolo sopraelevato aereo.

Critico sulle tempistiche e sugli annunci in serie il consigliere Fabio Barsanti: “Da anni – ironizza – ogni anno è l’anno del ponte. Penso che, vista l’importanza dell’argomento, saremmo dovuti arrivare ad approvare la variante con tempi e modi diversi e con maggiore approfondimento”. Barsanti ha annunciato il voto di astensione: “Non mi prendo – dice – la responsabilità di bloccare i lavori”.

Anche Alessandro Di Vito (SiAmo Lucca) contesta la previsione di una rotatoria sopraelevata in quota per l’opera pubblica. “E poi i costi – aggiunge – che sono lievitati da 3 a 17 milioni di euro. Mi ricorda tanto la vicenda dell’ospedale San Luca”.

Roberto Guidotti, consigliere di maggioranza del Pd, sottolinea le criticità della viabilità per gli abitanti di Monte San Quirico: “È un atto di rispetto nei loro confronti – dice – Non so se serve un ponte, ma qualcosa va fatto se è vero che in alcuni giorni le code arrivano fino a Tre Cancelli”. Guidotti ha anche ricordato il possibile effetto sulla viabilità cittadina della chiusura dell’attuale ponte di Monte San Quirico: “Si taglierebbe in due la città”.

Il presidente della commissione urbanistica, Gianni Giannini (Pd) fa appello alla minoranza per un voto unanime alla variante per il ponte sul Serchio: “Non si può dire – ha detto il consigliere – che l’infrastruttura è importante e necessaria e poi allo stesso tempo dire che bisogna approfondinre, valutare ancora l’impatto del progetto e quant’altro o che per realizzarlo serve il completamento dell’asse suburbano”.

Il dibattito nella sua coda e prima del voto si incentra proprio sulla tempistica per la realizzazione dell’opera. Il consigliere Massimiliano Bindocci (M5S) sul tema presenta un ordine del giorno in cui invita alla realizzazione dell’opera nel più breve tempo possibile ma dopo un supplemento di istruttoria sul progetto e sul suo impatto per il territorio.

La variante ha ottenuto 18 voti favorevoli e l’astensione di cinque consiglieri (Barsanti, Testaferrata, Borselli, Torrini e Di Vito). L’ordine del giorno di Bindocci ha ricevuto 18 voti contrari, tre astensioni e il solo voto favorevole del proponente.

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