Restaurato l’affresco di Porta a Piastri a Coreglia foto

Sarà installato un cartello esplicativo sull'opera. L'intervento finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

L’affresco di Porta a Piastri a Coreglia Antelminelli è tornato a nuova vita, grazie all’opera di restauro, finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che ha permesso all’amministrazione comunale di restituire alla comunità un bene artistico prezioso per l’intera cittadinanza.

“L’opera ha un valore affettivo per l’intera comunità di Coreglia, l’iter per il restauro è iniziato con la passata amministrazione e ora arriva a conclusione – spiegano il sindaco, Marco Remaschi e l’assessore alla cultura, Sabrina Santi – Un iter sostenuto proprio dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che ringraziamo, che ha riconosciuto al Comune di Coreglia la somma di 10mila euro. Adesso, il passo successivo sarà installare un cartello esplicativo dove raccontare l’opera e l’intervento conservativo che è stato effettuato: appena possibile, inoltre, ci piacerebbe – Covid permettendo – organizzare una piccola e simbolica inaugurazione, alla presenza di chi ha materialmente contribuito a raggiungere il risultato attuale”.

L’intervento, sostenuto dall’ente di San Micheletto per 10mila euro, ha permesso di recuperare, secondo i principi del restauro conservativo, attraverso un’operazione di pulitura, consolidamento della pellicola pittorica e ritocco dell’intonaco, l’affresco. L’obiettivo era duplice: da un lato restituire ai cittadini la bellezza dell’affresco, dall’altro conservarne i tratti originali senza reinterpretazioni o stravolgimenti. Nonostante il forte danneggiamento, grazie al lavoro della restauratrice Michela Tosi e della sua collaboratrice Isabella Pini, è stato possibile ricostruire le architetture, recuperandone le forme originali. Per quanto riguarda invece le figure, sono state ritoccate le parti ancora visibili senza intervenire su quelle ormai perdute.

La scelta, effettuata in accordo con la direzione dei lavori della Soprintendenza competente per territorio nella persona della dottoressa Sara Micheli, deriva dalla volontà di conservare l’originalità dell’opera, evitando quindi reinterpretazioni delle figure che comporterebbero interventi molto più massicci e non compatibili con i principi del restauro conservativo. Per conservare la leggibilità dell’opera, quindi, le figure sono state reintegrate con un neutro tonalizzato (una tinta sottotono) nei punti dove la pittura era andata completamente distrutta.

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