Vagli, polemica per la raffica di multe alle auto in divieto di sosta durante l’emergenza neve

Il leader dell'opposizione Coltelli: "Non ci sono parcheggi alternativi vicini a via Cave, specie per anziani in difficoltà"

Vagli di Sotto, torna a parlare Mario Giuseppe Coltelli, leader dell’opposizione alla giunta Lodovici. Con un nuovo, lungo, j’accuse alla maggioranza consiliare causato da un raid di multe durante l’emergenza neve.

“Stavolta oltre che come leader della minoranza del gruppo Per Vagli e Roggio – dice – scrivo anche come semplice cittadino, ma anche come uno che ha lavorato nella pubblica amministrazione per complessivi trentacinque anni e dei quali ventiquattro indossando la divisa da ufficiale di polizia municipale. Ebbene sì, quello che è successo a Vagli di Sopra il 5 gennaio (vigilia dell’epifania) sa veramente di assurdo, infatti nella giornata gelida e sotto trenta centimetri di neve in via Cave, si sono presentati due agenti della polizia municipale ed hanno elevato una serie sostanziosa di sanzioni amministrative dell’importo di 29 euro (se pagate entro cinque giorni), per divieto di sosta a tutte le auto parcheggiate lungo la via e nella quale vige il divieto di sosta in caso di neve”.

“Per carità segnaletica in regola e in legge – dice Coltelli – ma qualche domanda mi sorge spontanea. Non era forse il caso, come sempre si era fatto in questi anni, andare a dire alle persone che abitano in quella via di togliere le macchine, magari impiegando la protezione civile che tanto si era adoperata a portare i saturimetri? Altra domanda: dove dovrebbero portarle queste macchine? Vi faccio una carrellata sui parcheggi a Vagli Sopra consentiti in caso di neve: località La Pista (pieno), Croce nera (pieno). Altri parcheggi sono a circa un chilometro di distanza dalla via Cave ma in quei parcheggi le portano già i residenti di quelle zone. Poi come si può pretendere che una persona anziana o con qualche patologia invalidante porti la macchina a tali distanze?”.

“Addirittura un cittadino – dice Coltelli – rivolgendosi al sottoscritto ha detto “io sono disposto a portarla anche al campo sportivo ma che ci puliscano” e faccio notare che il parcheggio del campo sportivo è a circa 2 chilometri di distanza. Credo che una repressione del genere non andava messa in atto in un momento così particolare, la popolazione è stanca e disorientata e impaurita e si sta rendendo conto piano piano di quanto è accaduto con le note vicende giudiziarie del 16 dicembre. Insomma è un popolo totalmente allo sbando”.

“Ora mi domando: nel proprio Comune non è il sindaco autorità locale di pubblica sicurezza? – dice Coltelli – Non è il sindaco che dispone della polizia municipale? Non è il sindaco che emette le ordinanze contingibili e urgenti? Allora per piacere che le due vigilesse non si trincerino dietro alla classica frase “ma noi siamo stati mandati da…” in questo caso la Provincia. Ci sta, ma sicuramente la Provincia avrà chiamato prima il sindaco a meno che lo stesso non conti niente. Ma poi un’altra considerazione: di chi è la competenza a pulire quella strada? La minoranza ha già effettuato le dovute richieste sull’argomento, ma come ormai di consuetudine da due anni a questa parte, le risposte vanno nel dimenticatoio. Certo abbiamo interessato anche gli enti preposti ma a nessuno interessa evidentemente il decreto legislativo 267/2000 che non va più di moda”.

“Mi farò carico di consultare la Provincia – dice Coltelli – per capire se il presidente Menesini o suo delegato abbia ordinato alla polizia municipale di intervenire. Mi informerò anche se sia stato tenuto lo stesso comportamento per tutti, perché non mi risulta. Esorto la polizialLocale a comportarsi in maniera corretta e non a comando di bacchetta. Capisco che andare contro il sistema è dura, il sottoscritto ne sa qualcosa, ma devono sapere che i miei cittadini in balia di purghe e ritorsioni non li lascio e sarò sempre dalla parte dei più deboli. Quindi cerchiamo di aver rispetto di questo popolo, che in quindici anni ne ha subite di tutti i colori ed ora meriterebbe di scegliere chi li deve amministrare per ritrovare un minimo di pace e di tranquillità. Consentitemi un’ultima annotazione: con le risorse economiche di cui dispone il Comune di Vagli di Sotto, e sono veramente ingenti, non c’era bisogno né di volontariato né di cercare delle ditte in Lunigiana per spalare la neve. Si potevano benissimo comprare due mezzi ed essere totalmente autonomi, bastava fare meno statue, meno parchi giochi e bioparchi, meno autovetture di lusso per l’amministrazione e soprattutto risparmiare quei milioni di euro spesi in avvocati per denunciare la persone a destra e manca”.

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