Associazione Pro-Muovere: “No alle ordinanza per l’abbattimento indiscriminato degli alberi in Garfagnana”

Dopo il maltempo alcune amministrazioni hanno chiesto ai proprietari di intervenire: "Un'assurdità"

“La Garfagnana e non solo é stata interessata in questo periodo da nevicate eccezionali che hanno provocato disagi alla locale popolazione.
Diverse piante sono cadute sui fili dell’Enel creando blackout che sono durati alcuni giorni. Questo ripetiamo è stato prodotto da una nevicata eccezionale e da una scarsa manutenzione del bosco anche nei pressi delle strade e delle linee di corrente elettrica. Che da questo momentaneo problema ne debba però scaturire un’ordinanza emanata da diversi comuni a tutti i proprietari di abbattere indiscriminatamente “entro una fascia minima profonda sei metri a monte e a valle della sede stradale di siepi, arbusti e alberi”, ci sembra veramente un’assurdità”. Così Liano Picchi per l’associazione Pro-Muovere.

“Primo – dice Liano Picchi – perché la vocazione turistica della Garfagnana trarrebbe un duro colpo da questo scempio ambientale e paesaggistico.  Piccole strade infatti, la cui carreggiata spesso non supera i tre metri, integrate e mimetizzate dal bosco circostante, verrebbero contorniate da altri dodici metri di queste “autostrade del nulla”. Secondo perché questo taglio indiscriminato finirebbe per mettere allo scoperto altre piante di alto fusto, rendendole così vulnerabili ai forti venti dai quali le altre piante minori li riparavano, creando un pericoloso effetto domino già verificatosi in molte altre zone. Ne consegue che, per mettere al riparo da altre avversità dovremmo procedere, secondo lo spirito dell’ordinanza, all’abbattimento di tutte quelle piante di alto fusto, anche molto più distanti dalla sede stradale o dai fili Enel, ma che superando i 15/20 metri di altezza potrebbero potenzialmente interessarle. Terzo le poggiate a monte spesso ripide e tenute in sicurezza dalle radici di questi alberi ed arbusti verrebbero esposte al rischio di smottamenti in occasioni di forti piogge”.

“Seguendo uno schema già collaudato e tutto italiano – conclude – si tralasciano nell’incuria per anni boschi, ponti, le linee elettriche e poi quando la natura mette in risalto le nostre negligenze si corre al riparo con drastiche misure che rischiano di creare più danni che utilità.
Mi auguro che il momentaneo silenzio delle associazioni ambientaliste sia dovuto alla scarsa informazione e non ad un tacito assenso di questo scempio senza senso”.

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