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La protesta a Barga: “L’aborto è un diritto, fuori gli obiettori dagli ospedali” foto

Non Una di Meno alza la voce: "La situazione in Garfagnana e Mediavalle è inaccettabile"

L’aborto è un diritto, sul nostro corpo decidiamo noi. Fuori gli obiettori dagli ospedali“. Recitano così gli striscioni di protesta Non Una di Meno sulla situazione in Mediavalle.

“Come Non Una di Meno Lucca ci occupiamo da anni della salute sessuale delle e riproduttiva delle donne, e non solo, e del monitoraggio dei servizi consultoriali. Nel mese di marzo abbiamo inviato una lettera alla Asl Toscana Nord Ovest per segnalare alcuni disservizi nella zona di Lucca, della Garfagnana e della Mediavalle. Avevamo segnalato che la reperibilità del certificato per Ivg nel consultorio di Lucca era limitata al solo lunedì, quando dovrebbe essere garantita tutti i giorni. La Asl ha smentito questa informazione; tuttavia successivamente, chiamando il Punto Donna, ci è stata confermata. Pretendiamo che la direzione sanitaria faccia chiarezza sulla questione e prenda provvedimenti. La mancanza più grave che avevamo evidenziato era l’impossibilità di praticare l’Ivg nella zona della Garfagnana, precisamente nell’ospedale di Barga dove è rimasto l’unico reparto di ostetricia e ginecologia. La Asl ci ha confermato questa carenza adducendo come giustificazione la mancanza di personale non obiettore ‘in questo periodo’, nonostante questa situazione permanga da anni, ma che ‘l’Asl Toscana Nord Ovest sta ricercando di arruolare medici non obiettori’ e noi vogliamo che finalmente, qualcosa si smuova”.

“Per questo martedì (17 maggio) siamo andate all’ospedale di Barga per denunciare, con la nostra presenza, una situazione che ormai da anni penalizza le donne e i corpi gestanti che decidono di abortire – proseguono -. La situazione in Garfagnana e Mediavalle è inaccettabile: da quando il reparto di ostetricia e ginecologia di Castelnuovo è stato chiuso, resta attivo per questa vasta zona solo quello di Barga, in cui da ormai troppi anni le persone che vogliono ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza, non vedono riconosciuto il loro diritto a causa di un’obiezione di coscienza strutturale. Ottenere il certificato per l’Ivg non è semplice come dovrebbe, l’accesso ai due consultori territoriali di Gallicano e Castelnuovo è ostacolato da informazioni a dir poco confuse e da orari limitati al massimo. Dopo averlo ottenuto, inoltre, si viene dirottate per abortire all’ospedale di Lucca, distante 40 chilomtri”.

“Il disagio della distanza e di non poter accedere al servizio nella propria città ci è stato raccontato tramite una testimonianza di una donna della Valle del Serchio su Spazio Molesto grazie alla quale abbiamo avuto un preciso quadro dell’insostenibile situazione vigente – continuano -. La donna in questione, oltre ai problemi riscontrati a Lucca a causa dello stigma che avvolge l’interruzione volontaria di gravidanza e le donne che ne hanno bisogno, era rimasta incredula degli ostacoli trovati per il raggiungimento di un diritto che dovrebbe essere garantito con sicurezza e velocità. Chiediamo che la Asl Toscana Nord Ovest si attivi per risanare i diversi servizi risultati carenti all’ospedale di Lucca, ma soprattutto pretendiamo che le persone della Garfagnana abbiano la possibilità e la garanzia di poter accedere ad un aborto sicuro, veloce e nelle dovute condizioni. Pretendiamo che chi risiede in Garfagnana non venga penalizzate e che sia loro riconosciuto e garantito un diritto fondamentale per l’autodeterminazione e il benessere”.

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