Logo
Piazza Umberto ancora chiusa, Compriamo a Castelnuovo: “Un confronto per decidere il futuro”

Il presidente Baiocchi anche in vista dei lavori in via Garibaldi: “Serve il dialogo e la condivisione che finora sono mancati”

Piazza chiusa o piazza aperta? Chiediamo un metodo di confronto differente che possa valutare le varie esigenze di commercianti, cittadini, parte politica e realtà economiche”. Piazza Umberto I, a Castelnuovo di Garfagnana, non ha ancora riaperto al traffico. Dal febbraio scorso, quando sono iniziati i lavori di riqualificazione, nessun veicolo – a parte ruspe e camion del cantiere – ha più attraversato la piazza.

L’amministrazione comunale ha riaperto l’area alla data che l’associazione Compriamo a Castelnuovo ha voluto fosse fissata dopo i vari ritardi, ma solo al passaggio pedonale, senza alcuna comunicazione formale. Successivamente, è arrivata l’ordinanza della Provincia che proroga la chiusura al traffico fino al 24 agosto per motivi tecnici. E dopo?

“Ci aspettiamo di capire le intenzioni dell’amministrazione dal 25 agosto in poi – spiega Andrea Baiocchi, presidente dell’associazione Compriamo a Castelnuovo, centro commerciale naturale di Confcommercio – crediamo sia necessario aprire un confronto per decidere insieme il futuro di piazza Umberto. Noi dovremo farlo con i nostri associati, il Comune a sua volta con noi e i cittadini”.

Uno sguardo è già proiettato al prossimo intervento in via Garibaldi, previsto per gennaio, che durerà altri 4-5 mesi: “Sarà un nuovo periodo di sofferenza per le attività della zona e non solo. Poi arriverà l’estate 2026, e riteniamo importante ragionare su quei mesi, valutando l’ipotesi di una chiusura totale – o parziale – della piazza durante l’estate. Come consiglio direttivo parleremo di queste ipotesi con gli associati, perché dobbiamo avere un loro mandato prima di una nostra posizione ufficiale col Comune”.

Dunque, nessuna contrarietà ideologica alla chiusura, ma una critica al metodo adottato dall’amministrazione. “Rivedendo quanto accaduto in questi mesi, abbiamo la sensazione di essere stati presi in giro – aggiunge Baiocchi – Serve più rispetto per il tessuto economico del paese, che sta attraversando un momento complicato ma è consapevole dei cambiamenti in atto nel commercio a livello globale. Si può discutere di una chiusura estiva, ma fuori da questo periodo, un’eventuale stop al traffico potrebbe avere ripercussioni negative”.

Un altro tema cruciale è la gestione del traffico e della comunicazione: “Non possiamo ignorare l’impatto su altre aree del paese. In estate, senza le scuole, la situazione è più gestibile. Ma mancano interventi concreti: oggi la piazza è chiusa da new jersey e transenne, una soluzione provvisoria e poco decorosa. Abbiamo chiesto di sostituirli con fioriere, e soprattutto di migliorare la segnaletica turistica. È impensabile parlare di pedonalizzazione senza una promozione adeguata del centro: servono pannelli che valorizzino la Rocca Ariostesca già dalla rotonda d’ingresso al paese, e poi all’incrocio tra via Vittorio Emanuele e via Roma“.

In conclusione, secondo Baiocchi, tutto è discutibile e affrontabile, ma a una condizione imprescindibile: “Serve dialogo, serve condivisione. Ad oggi, su questo aspetto, non possiamo dirci soddisfatti”.