La mobilitazione
|Una grande bandiera palestinese da ieri sventola sul monte Forato
Pace per la Palestina: “Abbiamo liberato un simbolo e un sogno di libertà e resistenza, lasciandolo sventolare sopra le Apuane”
Ieri (12 ottobre) mentre centinaia di migliaia di persone marciavano tra Perugia e Assisi per chiedere una pace giusta è stata portata una grande bandiera palestinese fino alla cima del Monte Forato.
“Tra i boschi e le rocce un tempo percorsi dai partigiani – dice l’associazione Pace per la Palestina – abbiamo salito il sentiero fino ai 1230 metri di altezza. Quando abbiamo issato la bandiera e il vento ne ha preso la stoffa, aprendola nel cielo, è sembrato che la montagna stessa respirasse insieme a noi. Abbiamo liberato un simbolo e un sogno di libertà e resistenza, lasciandolo sventolare sopra le Apuane. Vogliamo affermarlo con forza: l’accordo raggiunto tre giorni fa in Medio Oriente non è una pace ma una tregua. Dopo mesi di devastazioni, dopo città e villaggi cancellati, dopo un popolo affamato e bombardato, la quiete che ne rimane non è pace, ma silenzio. Come scriveva Tacito “fanno il deserto e lo chiamano pace”. Questo accordo non è sufficiente. Non garantisce la nascita di uno Stato di Palestina, né riconosce una partecipazione reale del popolo palestinese al proprio futuro, al governo dei territori, ai diritti fondamentali che gli spettano. Non basta, perché non mette al centro la giustizia”.
“Non c’è pace senza una totale cessazione delle ostilità e senza la rimozione del blocco israeliano. Non c’è Pace se continua il processo di colonizzazione dei territori dei palestinesi – prosegue l’associazione – Non c’è pace se non vengono ripristinate le zone dilaniate dai bombardamenti. Non c’è pace se il territorio palestinese rimane frammentato ed è impedito ai suoi abitanti di muoversi liberamente. Non c’è Pace se non si apre un processo internazionale per condannare gli atroci crimini di guerra dello Stato di Israele. Non c’è pace se non viene smantellato il sistema di apartheid. Non c’è pace se non c’è giustizia”.
“La bandiera che sventola sul Monte Forato è un gesto di memoria e di visione: la memoria di chi ha lottato per la libertà su queste montagne, e la visione di una pace viva, reale, condivisa – conclude – E la vogliamo anche qui, in Europa, dove si prepara una nuova stagione di riarmo. Nei giorni in cui si firmano contratti per nuovi armamenti – circa 700 milioni di euro solo per l’esercito italiano – noi scegliamo un’altra direzione. Vogliamo demilitarizzare il mondo, non alimentare la guerra. A milioni abbiamo detto no al genocidio. Ora a milioni dobbiamo dire no al riarmo”.


