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Scritta anticomunista attribuita a don Milani e incisa sotto la sua statua a Vagli: Rifondazione insorge

Il circolo della Valle del Serchio interviene alla vigilia dell’inaugurazione: “Una frase divisiva e di dubbia autenticità”

È in programma domani (venerdì 31 luglio) alle 11, a Vagli di Sotto, l’inaugurazione della statua dedicata a don Lorenzo Milani. L’opera è finita al centro della cronaca nazionale per la frase anticomunista incisa sulla targa collocata alla base del monumento e attribuita al priore di Barbiana sulla base del racconto di un colloquio avvenuto nel 1966.

La frase contestata è: “Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi”. Una citazione che tuttavia non risulta tratta da una lettera, da un libro o da un testo autografo di don Milani: la frase gli viene attribuita da Alessandro Mazzerelli, che racconta di averla ascoltata durante un incontro avvenuto a Barbiana il 31 luglio 1966. Mazzerelli sostiene di aver annotato le parole del priore durante quella conversazione, descrivendole come pronunciate quasi “sotto dettatura”. La citazione compare da anni nei suoi libri e interventi: era già riportata in un’intervista del 2007 come proveniente dagli appunti che Mazzerelli avrebbe preso all’epoca.

statua don milani vagli

L’attribuzione è stata contestata dal giuslavorista Pietro Ichino, secondo il quale la frase non compare negli scritti conosciuti di don Milani, e dagli organismi che ne custodiscono la memoria, tra cui la Fondazione Don Lorenzo Milani e l’Istituzione Don Milani di Vicchio.

La vicenda ha rapidamente assunto una dimensione nazionale, con interventi sulla stampa, prese di posizione, richieste di rimozione e una petizione.

Nel dibattito interviene ora anche il circolo della Valle del Serchio del Partito della Rifondazione Comunista, che contesta la scelta di associare il monumento a una frase divisiva e di autenticità discussa. “Siamo molto stupiti – dice il circolo – dalla vicenda della iscrizione anticomunista riportata sotto la statua di Don Lorenzo Milani che sarà inaugurata nel comune garfagnino. La frase, sulla cui autenticità vi sono molti dubbi, è stata oggetto di critiche da parte non solo del giuslavorista Pietro Ichino ma anche del presidente dell’istituzione Don Milani di Vicchio, comune dove si trova il piccolo borgo di Barbiana, il quale fa notare invece come il presbitero fiorentino abbia sempre avuto una particolare attenzione verso alcune rivendicazioni e proposte dei comunisti e delle comuniste“.

“Don Milani – prosegue Rifondazione – ha dedicato la sua vita agli ultimi, ai poveri, agli esclusi, denunciando un sistema che produceva ingiustizie e privilegi. Ridurre il suo straordinario insegnamento a una frase di dubbia autenticità significa impoverirne il pensiero e piegarlo a un’operazione politica e revisionista. Don Milani appartiene a chi lotta per una scuola pubblica e capace di emancipare gli ultimi, non a chi vuole usare la sua memoria per riaprire antiche guerre ideologiche. La storia non si riscrive selezionando una citazione utile alla propaganda”.

“Il modo migliore per onorare don Milani – conclude Rifondazione – è ricordare il suo invito a sortirne tutti insieme, a combattere le disuguaglianze e a difendere i diritti di chi non ha voce. Questo è il messaggio che dovrebbe accompagnare la sua memoria, non una targa destinata a dividere una comunità”.

La statua entrerà a far parte del Parco dell’onore e del disonore di Vagli di Sotto, che raccoglie una collezione di statue in marmo dedicate, tra gli altri, a Donald Trump, Vladimir Putin e Francesco Schettino.