La novità
|Barga incantata: il borgo nelle opere di quattro maestri del Novecento
Esposte al museo Stanze della Memoria le opere di Magri, Balduini, Cordati e Vittorini: un viaggio tra natura, memoria e sentimento rurale
Molti sono i motivi per visitare Barga, in ogni stagione. La mostra Barga incantata. Visioni del paesaggio dell’anima nell’arte di Alberto Magri, Adolfo Balduini, Bruno Cordati, Umberto Vittorini ne aggiunge un altro. Al museo Stanze della Memoria di Barga è infatti allestita con grande successo di pubblico (oltre 700 persone in 3 settimane di apertura) la mostra realizzata da comune di Barga e Fondazione Ricci Ets, che svela il borgo visto attraverso lo sguardo di quattro grandi artisti del Novecento cresciuti all’ombra di Pascoli.
“Nell’ombra feconda della poesia di Giovanni Pascoli – spiega infatti la curatrice e presidente della Fondazione Ricci, Cristiana Ricci – questi artisti hanno saputo restituire, ciascuno con un linguaggio personale e innovativo, la bellezza e la complessità di una terra che, nella sua apparente quiete, ha offerto rifugio e ispirazione in anni segnati da grandi trasformazioni politiche, sociali e culturali. Come scriveva Giovanni Pascoli, questa valle del bello e del buono e dove il tempo non corre è uno spazio dell’anima, un luogo in cui la vita e l’arte possono ancora dialogare con la natura e con la memoria”.
“La Toscana è terra d’arte e di cultura. E le Toscane e i Toscani sentono iscritta nella loro identità questa naturale attenzione al fatto artistico per gustarne in pieno la bellezza”, scrive non a caso Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale della Toscana, sotto la cui egida si è realizzata questa mostra fortemente voluta dall’amministrazione comunale di Barga, che vede riuniti in un evento solo i 4 artisti dopo 40 anni.
Magri, Balduini, Vittorini e Cordati, hanno in comune l’aver vissuto i grandi eventi storici del Novecento e la loro drammaticità, ma hanno anche vissuto e respirato il clima culturale che contraddistingueva Barga nei primi del Novecento, dopo l’arrivo di Giovanni Pascoli a Castelvecchio (Magri e Cordati conobbero personalmente Giovanni e Maria Pascoli). Ecco perché nelle opere dei quattro si ritrovano i tratti comuni della sensibilità verso il mondo rurale, dell’amore per il paesaggio e per la vita contadina, espressioni del fanciullino pascoliano che sa meravigliarsi, che offre attraverso la pittura uno sguardo autentico ed espressivo di un sentimento intimo e incantato verso ciò che ci circonda.
“Le colline, le case contadine, i campi e i borghi di Barga – evidenzia Alessandro Adami, presidente della Fondazione Giovanni Pascoli – diventano nei loro quadri ciò che per Pascoli erano le parole umilie care: simboli di un mondo piccolo, ma pieno di significato. Tutto ciò quale elemento e contenuto valoriale del paesaggio locale”.
L’esposizione, di circa 40 opere, mette in dialogo le visioni personali dei quattro maestri attraverso affinità stilistiche, influenze culturali e sensibilità individuali, per far emergere l’incanto di Barga, quello che ognuno di noi percepisce e interiorizza, e che gli artisti hanno tradotto in immagini.
La mostra è corredata da un catalogo di 140 pagine, a cura di Cristiana Ricci, che dedica una sezione a ciascun pittore con una autobiografia accompagnata da un autoritratto; i testi critici sono di Cristiana Ricci per Magri e Balduini, di Marzia Ratti per Cordati e di Cristian Tognarelli per Vittorini; Sara Moscardini firma il testo che prende in analisi il rapporto tra Pascoli e i quattro pittori, attraverso documenti dell’archivio Casa Museo Giovanni Pascoli a Castelvecchio.
La mostra sarà visitabile dal giovedì alla domenica con orario 17,30 – 20 ad ingresso libero.


