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Per il Giorno del Ricordo l’incontro delle scuole con l’Istituto Storico della Resistenza

Gli studenti di Coreglia, durante la mattinata, hanno ascoltato la personale testimonianza di Armando Sestani

L’amministrazione comunale di Coreglia Antelminelli ha organizzato questa mattina (martedì 10 febbraio), presso la scuola secondaria di primo grado di Ghivizzano, un momento di confronto con le classi terze in occasione del Giorno del Ricordo, la data che commemora i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata.

Relatori sono stati il professor Mario Regoli,presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in provincia di Lucca, e Armando Sestani, sempre dell’Isrec, storico e figlio di profughi istriani. Presente l’amministrazione comunale con il vicesindaco Giorgio Daniele e i consiglieri comunali Piero Taccini, Cinzia Salani e Matilde Gambogi che ha omaggiato gli studiosi con il volume pubblicato in occasione dei 50 anni del Museo Civico della Figurina di gesso e dell’emigrazione.

Ivo Carrari, presidente del consiglio comunale, ha portato il saluto istituzionale sottolineando il valore di questa iniziativa: “Ringraziamo l’istituto scolastico e i relatori – ha esordito – per aver permesso di promuovere sul nostro territorioquesta occasione per stimolare la memoria e il dibattito intorno al Giorno del Ricordo come previsto dalla legge del 2004.Importante averlo fatto qua, dove si formano le nuove generazioni,in quanto l’obiettivo non è quello di fomentare divisioni intorno a queste vicende ma di sensibilizzare affinché esse non si ripetano più in futuro“.

Gli studenti, accompagnati dai loro docenti e dalla Dirigente Scolastica Dott.ssa Alessandra Giornelli, hanno ascoltato con interesse e partecipazione gli interventi del professor Regoli, che ha fatto una breve panoramica sul periodo storico entro cui sono calate le vicende, e di Armando Sestani, che ha invece riportato la sua personale testimonianza.

Una mattinata che ha permesso di narrare una vicenda nella sua complessità, mettendo in primo piano non solo l’aspetto piùdrammatico, quello delle foibe,ma anche quello altrettanto doloroso dell’esodo, rispondendo ai numerosi quesiti del perché tutto questo è accaduto, rifuggendo una semplificazione del racconto, spesso frutto di calcolate scelte ideologiche e politiche.