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Dalla ferita davanti a Palazzo Chigi alla testimonianza ai giovani: Giangrande a Barga

Il maresciallo racconta la sua storia e invita i ragazzi della Mordini a difendere legalità e istituzioni, anche online

Il maresciallo Giuseppe Giangrande, Medaglia d’oro al valor civile, ha incontrato questa mattina (12 febbraio) a Barga gli studenti della scuola media Mordini nell’auditorium della parrocchia del Sacro Cuore, per una testimonianza intensa sul valore delle istituzioni e del servizio allo Stato.

L’iniziativa, promossa dall’istituto scolastico in collaborazione con il comando compagnia carabinieri locale, è stata aperta dagli interventi del comandante, maggiore Biagio Oddo, della vicepreside Francesca Banchieri e della sindaca Caterina Campani, che ha rivolto un saluto particolarmente sentito. Presenti anche i rappresentanti dell’associazione Carabinieri in congedo, i componenti dell’Unitre di Barga e il parroco don Stefano Serafini.

Nel suo intervento, Giangrande ha ripercorso le tappe della propria vita nell’Arma, fino al 28 aprile 2013, quando fu gravemente ferito davanti a Palazzo Chigi, durante il giuramento del governo Letta. Colpito da un attentatore che intendeva rivolgere la propria rabbia contro il mondo politico e le istituzioni, il maresciallo rimase paralizzato, costretto da allora sulla sedia a rotelle. Un episodio drammatico che non ha scalfito la sua dedizione allo Stato.

Ai ragazzi Giangrande ha parlato di rispetto delle istituzioni e di responsabilità civica, affrontando temi di stretta attualità: dalla sicurezza digitale e dai rischi legati a un uso inconsapevole della rete, al contrasto al bullismo e alle droghe. Partendo dalla presenza dell’Unitre, ha inoltre lanciato un invito concreto agli studenti: mettere le proprie competenze tecnologiche al servizio dei nonni, aiutandoli a difendersi dalle truffe telefoniche e informatiche.

L’incontro si è concluso con un partecipato question time, durante il quale il maresciallo ha risposto con empatia alle domande degli studenti, e con la lettura di alcuni brani del libro Il prezzo della fedeltà, scritto insieme al generale Roberto Riccardi. Nelle pagine citate, Giangrande si rivolge idealmente alla figlia Martina, raccontando l’amore di padre e la fedeltà assoluta all’Arma.

Da anni il maresciallo percorre l’Italia per incontrare giovani e comunità, trasformando la propria esperienza in una testimonianza viva di coraggio, integrità e servizio.