Arpat, ok i livelli di pm10 e lo stato ecologico della costa

Aria, acqua, mare, tra i temi trattati nella sesta edizione dell’annuario pubblicato da Arpat che evidenziano un sensibile miglioramento, rispetto al triennio 2013-2015, della qualità ecologica in provincia di Lucca.  I valori medi annuali più alti di biossido di azoto si sono registrati nelle stazioni di traffico urbano, confermando la criticità del fattore traffico per questo inquinante; il limite di 18 superamenti della media oraria di 200 microgrammi al metro cubo è comunque stato rispettato in tutte le stazioni della rete regionale. Buone notizie anche per il pm10: il valore limite sul valore medio annuale di 40 microgrammi al metro cubo è stato rispettato in tutte le stazioni della rete regionale; il limite di 35 superamenti della media giornaliera di 50 microgrammi al metro cubo è stato raggiunto ma non superato dalla stazione urbana di rilevamento collocata in via Elisa: i dati raccolti l’anno precedente (2015) erano invece preoccupanti, con ben 52 sforamenti. 

Per quanto riguarda lo stato ecologico delle acque superficiali (fiumi, ma anche laghi e reticoli minori) c’è da osservare che in Toscana, nel 2016, il 28 per cento dei punti ha raggiunto l’obiettivo buono o elevato mentre il restante 72 per cento risulta in stato inferiore a buono. Scarso risulta lo stato del canale Ozzeri, del Turrite di Gallicano e del Pizzorna a Bagni di Lucca; bollino blu invece per le acque di Turrite Cava (Gallicano), Pedogna (Borgo a Mozzano), Acquabianca (Piazza al Serchio), Fegana (Coreglia Antelminelli), Corsonna (Barga) e il corso del Serchio medio inferiore. La qualità delle aree regionali di balneazione controllate si è mantenuta a un livello eccellente, sostanzialmente stabile rispetto al biennio 2014-15, con quasi il 91 per cento delle aree ed il 96 per cento dei chilometri di costa che si colloca in questa classe. La distribuzione nelle varie classi denota, peraltro, un certo miglioramento rispetto al 2015. Ancora una volta il litorale apuo-versiliese è quello con la maggior percentuale di aree in classe diversa da quella eccellente (quasi 1 su 3), classificate come buone o sufficienti. Un evidente miglioramento è comunque registrato per lo stato ecologico della costa della Versilia e del Serchio, nel 2016 complessivamente elevato rispetto al triennio precedente in cui si assestava sulla sufficienza. 
L’attività di controllo, monitoraggio e supporto tecnico svolta da Arpat consente di raccogliere ogni giorno una notevole quantità di dati: anche da qui la scelta dell’agenzia di pubblicare, a partire dal 2012, l’annuario dei dati ambientali della Toscana, un rapporto fatto di numeri, carte tematiche, grafici ed infografiche. L’annuario costituisce la sintesi del lavoro che ogni anno l’agenzia fa per assicurare il monitoraggio dello stato dell’ambiente nelle sue diverse matrici (aria, acqua, suolo, agenti fisici), “ma anche una serie di dati – ha specificato il direttore di Arpat Marcello Mossa Verre – che derivano dal controllo puntuale di fonti di pressioni: inceneritori, depuratori, impianti geotermici, aziende a rischio incidente rilevante, aziende ad autorizzazione ambientale integrata”. “Questi dati raccontano – ha commentato l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni – una Toscana presidiata. Anche quest’anno restituiamo l’esito di un lavoro attento e impegnato che dimostra la grande trasparenza che usiamo nell’ambito delle politiche ambientali. Certamente la Toscana ha punti di criticità, è normale, ma ci sono dall’altra parte amministrazioni responsabili e presenti che si avvalgono di una grande realtà come è Arpat che, anche in tempi di contingentamento di personale come questi e di lavoro crescente, riesce sempre a fornire una risposta efficace e pronta sulle tante problematiche che emergono. Dobbiamo dire che è aumentata anche la sensibilità dei cittadini, nel corso del tempo credo ci siano state una maturazione e un’attenzione crescenti e questo è senza dubbio un segnale positivo che va a sostegno della collaborazione, elemento importante sui temi fondamentali come quelli ambientali”. Il prodotto, giunto alla sua sesta edizione, si inserisce perfettamente nella più generale strategia informativo-comunicativa che, in linea con le indicazioni della legge istitutiva del sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), tende alla produzione, promozione e pubblica diffusione dei dati tecnico-scientifici e delle conoscenze ufficiali sullo stato dell’ambiente e sulla sua evoluzione. Anche questa edizione conferma e prosegue la scelta della rappresentazione dei dati ambientali in modo semplice e comprensibile, privilegiando quindi numeri, mappe, grafici ed infografiche. Dopo un’apertura in cui vengono riportati, con brevi spiegazioni, i “numeri” relativi all’attività di controllo, monitoraggio, laboratorio, supporto tecnico scientifico e comunicazione e informazione svolta da Arpat nel 2015 e 2016, il rapporto prosegue poi attraverso sei capitoli, dedicati ad aria, acqua, mare, suolo, agenti fisici e sistemi produttivi. Per ogni capitolo, un frontespizio fornisce i primi numeri utili a inquadrare il tema trattato, mentre un indice dettagliato degli argomenti dà subito indicazioni su quali saranno gli oggetti di tabelle, grafici, infografiche. Per chi vuole approfondire le singole tematiche, ogni sezione rinvia alle pagine del sito Web dove sono pubblicati i riferimenti normativi, i report ambientali specifici, nonché le banche dati interrogabili.

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