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Mondiali, quel che resta dei gironi

argentinafrancia78Mondiali, quel che resta delle qualificazioni. Alla fine della lunga fase dei gironi tanti gol, tanti numeri, poche certezze.
La prima è che la sfida, con tutta probabilità, sarà Europa-Sudamerica. Due anni di qualificazioni e, alla fine, bastano tre partite per far scomparire il continente africano dagli scontri diretti. Sfiora il secondo turno solo il Senegal, che viene escluso dalla Colombia e dalla differenza... cartellini. Per il resto le nordafricane Egitto, Marocco e Tunisia sono fuori già dopo le prime due partite, la Nigeria resiste fino a tre minuti dalla fine contro l’Argentina, ma poi prevale il blasone su un assetto difensivo, e generalmente tattico, ancora da rivedere.

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Girone D, l'Argentina di Messi a caccia del riscatto

35399903 2275369569145544 2720028021489664000 nTra grandi soprese e tanto spettacolo, la prima settimana del Mondiale di Russia è già arrivata al termine. Una competizione iniziata nel segno del grande equilibrio, tutte le squadre sono preparate e nessuna partita è scontata. Tutte le big hanno deluso nel corso della prima giornata: tra queste c’è anche l’Argentina.

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Girone B, che sfida fra Spagna e Portogallo

cristianorManca solamente un giorno al calcio di inizio del mondiale di Russia. Il girone B, salvo clamorose sorprese, vedrà un’entusiasmante lotta a due per la conquista del primo posto: il derby iberico tra Spagna e Portogallo. Le due nazionali si affronteranno subito nel primo match di venerdì (15 giugno): lo stadio Olimpico Fišt farà da cornice in una sfida che promette fuoco e fiamme.

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Verso i mondiali: un girone A a misura di Russia

egittoÈ partito ufficialmente il conto alla rovescia verso i Mondiali di Russia: ormai mancano solamente tre giorni all’inizio della competizione. Un torneo magico, che mescola gran calcio e le speranze di interi popoli che si riuniscono per l’occasione. Vincere un Mondiale è il sogno di ogni bambino, alzare al cielo la Coppa del mondo rappresenta il culmine massimo di una carriera da giocatore. Purtroppo, come sappiamo, l’Italia non parteciperà alla spedizione in Russia. Guardare un mondiale senza gli azzurri non sarà di certo la stessa cosa, ma la voglia di calcio è tanta e i migliori giocatori del pianeta sono pronti a dare spettacolo sul campo di gioco.

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Italia e Olanda, grandi deluse. Ma quanti incroci nella storia

antognoniLa settimana prossima iniziano i mondiali. Iniziano con una gara come Russia – Arabia Saudita che di certo non scalda né gli animi né i cuori degli appassionati del pallone iridato. Ma tant’è, staremo a guardare.
Intanto viviamo ancora gli echi dell’ultimo dei tre incontri amichevoli della nuova nazionale di Mancini. Che chiude il trittico in perfetto equilibrio con una vittoria, un pareggio e una sconfitta. Il pareggio arriva con l’Olanda, un’altra squadra che i mondiali li vedrà solo in televisione.

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Maradona, Victor Hugo e un gol per sognare

maradonainghilterraPer un periodo ho pensato di portare bene alle nazionali dei paesi in cui abitavo. Che fosse nel destino di assistere alle feste per la vittoria di un campionato del mondo.
Il primo mondiale di cui ho coscienza è quello di Spagna 1982. Pochi flash ma il chiaro ricordo della festa, delle bandiere, della piazza. E poi… il 1986. Il primo torneo iridato vissuto con una coscienza precisa da appassionato di pallone ("Il mondo vive per un balòn", diceva la canzone ufficiale, d'altronde). Di quelli che ti prepari da un mese prima, fra album delle figurine, periodici specializzati e taccuino per segnarsi tabellini, gol, ammonizioni, azioni.

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Messico '70, il mondiale val bene una guerra

elsalvadorPuò una partita di calcio far scoppiare una guerra? E non in senso metaforico, si badi bene. Evidentemente sì.
È una storia, questa, che qualcuno ha già raccontato e in maniera molto più accattivante di quanto possa fare io. Ryszard Kapuściński, reporter polacco giramondo, ci ha intitolato una raccolta di articoli ‘La prima guerra del football e altre guerre di poveri’. Si deve tornare indietro di 48 anni. È il 1969 e l’anno successivo si gioca il mondiale in Messico. La Concacaf, la confederazione del Centro America, ha diritto a un altro posto al torneo iridato oltre a quello del paese organizzatore. Se lo giocano, in semifinale, Honduras ed El Salvador, e già il sorteggio fa capire che non sarà una gara come le altre. Il motivo, come spesso succede, è geopolitico. L’El Salvador nella fine degli anni Sessanta patisce un momento di crisi economica legata a doppio filo con la crescita demografica. Le ambizioni del confinante Honduras, guidato dal dittatore Arellano, portano alla firma di una convenzione che permette il libero transito di lavoratori. 'Emigrano' in 300mila con le conseguenti immaginabili tensioni fra le due popolazioni. In questo clima, già di fuoco, un’urna beffarda mette di fronte le due formazioni.

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