Rinnovati i vertici del Partito Liberale toscano: in direzione regionale anche Stefano Gori

Si è svolto sabato scorso a Firenze il congresso regionale del Partito Liberale Italiano che ha rinnovato i vertici e steso le linee programmatiche in vista delle prossime elezioni amministrative regionali e locali. Tanti gli intervenuti a portare saluti e contributi al congresso che nel pomeriggio ha acclamato all’unanimità i nuovi quadri. Confermato alla presidenza Anzio Settimelli, alla segreria Lucio Mazzia che è stato anche nominato tesoriere ad interim. Vice segretari Claudio Gentile con delega agli enti locali e Giordana Giordini con delega ai rapporti con le imprese. La direzione regionale è così composta: Aurora Manfredi, Stefano Gori, Maurizio Cesare Rosellini, Gino Giuseppe Lorenzini, Lido Montemaggi, Eugenia Marrocchi, Vittoria Scognamiglio; membri di diritto Silcia Chiassai, Sergio Bacci, Saverio Del Canto, Luisella Audero.

Stefano Gori è stato inoltre nominato responsabile ai rapporti con le associazioni dei cittadini disabili: per la scuola, istruzione e ricerca Eugenia Marrocchi. Capo ufficio stampa regionale Luisella Audero. Al congresso sono intervenuti consiglieri regionali e locali di Forza Italia, del Partito Liberale, della Lega Nord e l’esponente del Mit che ha nuovamente, come al congresso nazionale di Roma, sottolineato l’importanza e la necessità di una forte sinergia fra le forze liberali italiane.
Particolarmente interessante l’intervento del senatore Amato: “E’ necessario attivare un processo purificatore perché stiamo andando da un bipolarismo a un bipartitismo e al momento è un bene che ci sia la Lega perché Renzi è un pericolo per la democrazia. Questo paese ha bisogno di onestà e rigore morale”. Lucio Mazzia concludendo i lavori ha evidenziato come i Liberali non siano contro nessuno e come sia necessario scendere in campo con i valori storici che contraddistinguono questo partito. Claudio Gentile invece ha sottolineato come i Liberali non siano né di destra né di sinistra e che siano sostanzialmente soli in quelli che sono i principi cardine della liberalità: sì a unioni civili, sì alla legalizzazione delle droghe leggere, sì all’eutanasia, per non parlare dei vecchi temi come aborto e divorzio.

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