Viareggio, gli scenari dopo il Tar. E il ricorso…

L’atmosfera alla sede comunale di piazza Nieri e Paolini a Viareggio è quasi surreale. Vuoti gli uffici di sindaco e assessori, dopo la sentenza del Tar che ha annullato le elezioni di maggio e giugno del 2015. Nessun consigliere comunale che varca le porte del palazzo. Le dichiarazioni, ufficiali e ufficiose, sono per lo più affidate al web. Fra chi esulta per il risultato raggiunto e chi, invece, da diverse posizioni, chiede al sindaco Giorgio Del Ghingaro di non mollare.

Si sono mobilitati anche il presidente della Regione Enrico Rossi e il presidente della Provincia, Luca Menesini, suo vice ai tempi del decennio alla guida del Comune di Viareggio. Per chiedere a Re Giorgio di continuare l’esperienza amministrativa di là dal Quiesa. Lui, il sindaco che non è ancora ex, non ha fatto drammi, invece. Come nel suo stile questa mattina presto si è recato nel suo studio di commercialista a Lucca, in via Barbantini, e si è concentrato in quella che è la sua professione, in un periodo peraltro delicato e di chiusura dei bilanci. In molti lo hanno cercato e sollecitato, ma da ieri sera risponde a pochi o a nessuno. Ma questo non significa che la “macchina” del post-sentenza non sia già avviata. Poche le certezze, però. Una di queste è che Del Ghingaro non presenterà ricorso contro la decisione del Tar di ieri, nonostante le sollecitazioni arrivate anche dal vertice della Regione Toscana. Ma non è escluso che a ricorrere contro la decisione del tribunale amministrativo sia qualcuno dei consiglieri eletti, se non in blocco i componenti della sua maggioranza. Il timore di molti, infatti, è quello di un altro periodo di commissariamento che interromperebbe una serie di questioni aperte, fra le quali quelle del risanamento dei conti del Comune.
Nel frattempo, fino a che il prefetto non deciderà di nominare un commissario, tutti gli organismi elettivi sono ancora in carica: sindaco, giunta e Consiglio. Non c’è, nonostante quello che possa apparire varcando la soglia del Comune, alcun “vuoto” anche se difficilmente in questo momento di impasse si vedrà il brulicare di attività delle scorse settimane.
Non è escluso, a questo punto, che il primo cittadino, dopo un periodo di decantazione, magari spinto dai tanti appelli lanciati da istituzioni e semplici cittadini, non decida prima di riunire i componenti della sua giunta, quindi della sua maggioranza per poi venire allo scoperto e comunicare le sue peronali decisioni e quelle del gruppo che lo ha sostenuto. Il tempo per il ricorso c’è, nessuno pare nel frattempo aver fretta di vedere salire alla guida del Comune il terzo commissario in quattro anni.
Sugli scenari futuri, invece, le ipotesi sono innumerevoli: Del Ghingaro che si ricandida, magari ricompattando intorno al suo nome anche il Partito Democratico (da cui è sospeso fino al gennaio 2017). Oppure un cambio radicale di rotta, che lo riporti al di qua del Quiesa per inserirsi nella bagarre verso le amministrative del 2017: per vincere o per impedire a qualcuno di vincere, come preferiscono commentare i maligni, visti i non proprio idilliaci rapporti con il sindaco in carica Alessandro Tambellini e con l’attuale consigliere regionale Stefano Baccelli. Nulla, in realtà, al momento è escluso, neanche che la sua associazione politico culturale abbia un ruolo attivo alle prossime amministrative a livello provinciale. Nelle prossime ore, però, il quadro potrebbe iniziare a diventare più chiaro.

Enrico Pace

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