Pera: “Opera Mura diventi fondazione pubblica”

“Lucca non ha grandissime opere d’arte, è in sé, nel suo insieme, un’opera d’arte”. Che ha bisogno sostanzialmente di tre cose: una guida culturale di alto profilo, che sappia coniugare conoscenza e manageralità; una grande cura del proprio decoro; una vera accessibilità. Corredate da una proposta precisa: la trasformazione dell’Opera delle Mura in fondazione pubblica, aperta alle fondazioni bancarie e a privati, per assicurare competenza e continuità di interventi. E’ con queste prime indicazioni programmatiche, delineate da Marcello Pera, che si è conclusa la tavola rotonda sul tema Lucca città d’arte, cultura, turismo, economia, che si è svolta questa mattina alla Casa del Boia.

Troppo presto parlare di candidati a sindaco, piuttosto, secondo l’ex presidente del Senato, serve un “percorso diverso”, ovvero raccogliere con una serie di audizioni, le reali esigenze della città e le possibili soluzioni ai principali problemi sul tappeto. Stamani si è svolta la prima tappa di questa iniziativa lanciata da Pera con il suo Appello a Lucca che ha richiamato personaggi di alto profilo della cultura lucchese, e non solo, con un ospite d’eccezione, il direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, il tedesco Eike Schimdt. “Da questa prima audizione abbiamo individuato oggi alcuni dei nodi principali della nostra città. Lo scopo è stato largamente raggiunto”, ha concluso Pera, soddisfatto anche per la partecipazione di pubblico.
L’ex presidente del Senato ha cercato di tirare le fila di un dibattito nel corso del quale è emersa soprattutto l’esigenza di “lavorare in rete”, di “valorizzare al meglio il patrimonio disponibile”, di rendere parte dello stesso progetto “cultura e capacità manageriali”. E in questo senso il direttore degli Uffizi ha indicato alcune strade che il museo più grande d’Italia sta cercando di percorrere. Su fronti diversi: la bigliettazione, con ingressi validi “non per un solo giorno ma periodi assai più lunghi”, i parcheggi per i turisti, “non più a ore o giornata ma anche per intere settimane”, la possibilità di creare “per il pernottamento degli studenti prezzi particolari per periodi più lunghi”. Serve, ha sottolineato Schimdt, “incentivare visite più lente” in alternativa al “mordi e fuggi”. E Lucca? “Con una giusta regia – è stato l’auspicio di Schimdt – Lucca potrebbe diventare un laboratorio modello”.
Alla tavola rotonda, moderata da Donatella Buonriposi, hanno partecipato Gilberto Bedini, noto urbanista e profondo conoscitore della città, Roberta Martinelli, studiosa, esperta del periodo napoleonico, Daniela Marcheschi, critico letterario di fama internazionale Maria Talarico, delegata Fai di Lucca e Massa Carrar e Gina Truglio, operatrice culturale e titolare della libreria Ubik.

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