Ps, Mammini: Nessun mio interesse privato in piano

Risponde via Facebook l’assessore Serena Mammini alle dure accusa del consigliere Piero Angelini di Governare Lucca di presunti interessi privati nell’approvazione del piano strutturale di cui si dibatte in consiglio comunale.

Secondo Angelini, infatti, l’assessore Mammini avrebbe “deciso in giunta che il terreno che contorna due palazzine di cui è coproprietaria, frutto di un condono, fosse inserito impropriamente all’interno del perimetro del territorio urbanizzato, in modo da permettere ai proprietari di potere ulteriormente ampliare la proprietà, sulla base di una delle tante disposizioni illegittime, inserite nel piano , che non considera gli ampliamenti nuove costruzioni e dunque ne ritiene perfettamente legittima l’edificazione all’interno del territorio urbanizzato”.
“I “campi” ai quali penso si riferisca – risponde l’assessore Mammini – (ne distribuì ai giornalisti la visura catastale con dati sensibili dei miei familiari, visura ottenuta in modo improprio in Comune e non al Catasto come sarebbe stato corretto fare) sono un lotto dove insiste la casa dei miei genitori divenuta per 2/9 anche di mia proprietà dopo la morte di mio padre avvenuta poco più di un anno fa e quindi per successione. L’area, già edificata, è a tutti gli effetti territorio urbanizzato e non poteva essere identificata diversamente. Nel Piano Strutturale il territorio urbanizzato è declinato rispettando la legge di riferimento e anche quelli che lui definisce “i campi della Mammini” non sono campi, ma l’area occupata da una bifamiliare. Ciò non costituisce alcun profilo di irregolarità, mai nessuna richiesta da parte mia agli uffici come da lui dichiarato. Uffici che, tra l’altro, soltanto dopo la pubblicazione degli esiti della conferenza stampa del consigliere hanno appreso quale fosse la casa dei miei genitori… Capisco che questo possa sembrare strano a chi forse aveva altri modi di procedere”.
“Lontano da me anni luce soltanto il pensiero di poter interferire per interesse privato nel lavoro dei miei collaboratori – conclude – Inoltre non riesco a capire in che cosa, secondo il suo modo di ragionare, potrei essermi avvantaggiata. Chi continua a diffondere notizie false ne risponderà nelle sedi opportune”.

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