Nasce anche a Lucca il Movimento nazionale per la sovranità

Nasce dallo scioglimento della Destra di Storace e di Azione Nazionale il Movimento Nazionale per la sovranità che a Lucca ha come segretario Giovanni Baldacci. one Europea, residenti in Italia, che godano dei diritti politici, nonché le persone di origine italiana residenti all’estero. “Azione Nazionale e La Destra – sottolinea Baldacci – si incontrano, insieme a molte altre associazioni e liste civiche, in un congresso di fondazione che ha l’ambizione di dare una risposta progettuale all’altezza dei tempi che stiamo vivendo. Il Movimento Nazionale per la sovranità – aggiunge – ha il fine di garantire la sovranità nazionale e popolare dell’Italia, nel rispetto dell’identità, delle tradizioni, della dignità spirituale e delle aspirazioni economiche e sociali del popolo italiano. Il Movimento si riconosce nei principi di libertà, democrazia , legalità, giustizia, solidarietà sociale, coesione territoriale e unità della Repubblica, ripudiando qualsiasi forma di violenza e, discriminazione basata sulle differenze di sesso, di razza, di religione e di condizione sociale ed economica. Il Movimento promuove i valori della famiglia fondata sul matrimonio, i diritti e i doveri di cittadinanza italiana, il senso di appartenenza comunitaria, la sussidiarietà e la partecipazione sociale e popolare. Il Movimento crede nel valore del lavoro, dell’impresa e della partecipazione dei lavoratori alla gestione ed agli utili, della cultura e dell’arte, come strumenti di elevazione spirituale, economica e sociale di ogni cittadino”.

Il Movimento fa varie proposte a livello nazionale che potranno essere calate anche a livello locale. Ad esempio viene proposta una forma di “protezionismo intelligente” “per difendere – si spiega – il lavoro italiano”. “La crisi economica – si legge nella presentazione del Movimento – e le storture della globalizzazione hanno determinato in tutte le società occidentali la distruzione del ceto medio, la sua proletarizzazione. Difendere e valorizzare il ceto medio, significa anche promuoverlo come il luogo della crescita e della mobilità sociale. Per questo è necessario difendere non solo la piccola e media impresa, ma le professioni, il commercio, l’artigianato, i lavoratori dipendenti pubblici e privati, la tutela del Made in Italy contro le regole europee che favoriscono l’invasione di prodotti stranieri. Trasparenza sull’origine della produzione, dall’agricoltura al manifatturiero”. In primo piano anche i temi della legalità e della sicurezza, insieme all’importanza della scuola e alla difesa del patrimonio ambientale e artistico.

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