Lenzi (Idv) sul voto: esultanza generale, ma hanno perso tutti

Il consigliere comunale uscente Roberto Lenzi, dell’Italia del Valori, analizza il voto del primo turno alle elezioni comunali di Lucca: “La mia decisione di non ricandidarmi alle ultime elezioni – dice – non significa che non intendo più occuparmi di politica: tutt’altro. Inizio quindi con alcune osservazioni sui risultati dell’ultima tornata elettorale. Ho sempre sostenuto – scherzando (ma non troppo) – che qualsiasi politico di professione, qualora andasse al voto anche un solo elettore e quell’unico voto fosse a lui indirizzato, non avrebbe alcuna remora ad affermare di avere ricevuto il cento per cento dei consensi. Bene, oggi mi sembra che quanto dicevo scherzando si stia sempre più avvicinando alla realtà. I candidati sindaco più votati non hanno avuto alcuna esitazione a vantarsi – in un modo o nell’altro – dei risultati ottenuti: Tambellini del suo 37,48%, Santini del suo 34,96% e Barsanti del suo 7,84%. La realtà dei fatti – però – è un po’ diversa. Infatti, se le percentuali dei voti raccolti dai vari candidati vengono calcolate sul numero degli elettori, anziché sul numero dei votanti (pari al 49,35% degli aventi diritto al voto), i risultati ottenuti dai singoli candidati acquistano tutt’altro significato ed ecco allora che il 37,48% di Tambellini diventa il 18,49% dei voti disponibili, il 34,96% di Santini diventa il 17,25% ed il 7,48 % di Barsanti diventa il 3,69%”.

“Se poi passiamo dalle percentuali ai voti – prosegue Lenzi – la distanza tra le dichiarazioni dei candidati e la realtà dei fatti diventa ancor più impietosa, ed ecco allora che a fronte di un corpo elettorale composto da 77.813 cittadini, abbiamo che gli elettori che hanno espresso la loro fiducia a Tambellini sono appena 13.922, mentre 63.891 elettori o non hanno votato – evidentemente non condividendo la sua candidatura – o hanno votato per altri; stesso discorso vale per Santini, che ha avuto il consenso di solo 12.984 elettori, mentre glielo hanno negato i rimanenti 64.829, e per Barsanti che è stato votato da 2.912 elettori, ma non dai rimanenti 74.901”.
“Invero – commenta Lenzi – in qualsiasi altro ambiente diverso dalla politica un così scarso consenso raggiunto dai candidati ad una qualsiasi carica li indurrebbe a ritirarsi, ma evidentemente questo è troppo da aspettarsi in campo politico; mi auguro peraltro o, meglio, invito chi uscirà vincitore dal ballottaggio a ricordarsi di questi numeri una volta eletto e ad evitare di considerarsi un piccolo Cesare. Per quanto concerne poi il sindaco uscente, la soddisfazione da lui manifestata per essere comunque arrivato al primo posto tra i due candidati al ballottaggio mi sembra del tutto fuor di luogo: infatti, a fronte di 19.192 voti raccolti al primo turno nel 2012, i suoi consensi sono oggi scesi a 13.922, quindi – in cinque anni – il sindaco Tambellini ha perso per strada ben 5.270 voti, il che la dice lunga su quanto il suo operato sia stato apprezzato dai suoi stessi sostenitori, che si sono ridotti del 27,45% rispetto al quinquennio precedente”.

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