Santini valuta ricorso al Tar: “Gravi irregolarità”

di Roberto Salotti
Remo Santini non cede. E va ben oltre l’ipotesi di una richiesta di riconteggio delle schede nulle (Leggi). L’intenzione del candidato sindaco del centrodestra, sconfitto al ballottaggio da Alessandro Tambellini, è quello di fare ricorso al Tar, per invalidare in tutto o in parte le elezioni. Santini, che in queste ore ha incontrato o incontrerà i responsabili delle liste civiche e dei partiti che hanno formato la coalizione con la quale si è presentato alle urne, denuncia “gravi irregolarità nelle operazioni di voto”, in uno o “in più seggi”. Lo fa dopo due ore di riunione alla presenza non soltanto dei suoi sostenitori ma anche dei legali, con i quali forse già nei prossimi giorni affinerà la formulazione del ricorso. Nel mirino finisce, in particolare, la sezione 20, quello della scuola elementare di via Giorgini a San Vito. Secondo Santini, “ed è stato messo tutto a verbale dai rappresentanti di lista”, l’urna “sarebbe stata aperta nel pomeriggio di domenica dal presidente di seggio, per motivi che non riusciamo ancora a capire”.

“Una cosa gravissima che se confermata come crediamo potrebbe portare all’annullamento non solo della votazione in quella sezione ma dell’intero scrutinio – osserva Santini -: lo insegna la giurisprudenza, che abbiamo consultato con i nostri avvocati. Ci sono state sentenze per situazioni simili che hanno portato all’annullamento delle elezioni”.
Il candidato del centrodestra insiste: “La cosa ancora più grave – afferma – è che a quanto ci risulta, dopo che l’urna è stata aperta è stato chiuso temporaneamente al seggio: gli elettori non potevano entrare”. In quella sezione ieri hanno votato 349 aventi diritti, su 833 votanti: 180 i voti andati a Tambellini, 165 quelli a Santini. Quattro invece le nulle. Di per sé, dunque, l’annullamento del voto in questa sezione non cambierebbe l’esito del ballottaggio, ma per Santini non si tratterebbe di un caso isolato. “Stiamo valutando altre situazioni simili che ci vengono segnalate in altri seggi – spiega Santini -: le verifiche sono in corso, al termine prenderemo le conseguenti decisioni”. Il tempo non manca: ci sono 30 giorni dalla proclamazione ufficiale di sindaco e consiglio comunale, che dovrebbe essere formalizzata domani. “Non so ancora dire come imposteremo il ricorso – spiega Santini – e se chiederemo il riconteggio delle schede nulle o l’annullamento delle elezioni. La forma la studieremo al momento opportuno. Fatto sta che, comunque la si vede, un fatto gravissimo è stato compiuto: vogliamo che venga fatta luce”.
Accuse molto pensanti che il candidato lancia a meno di ventiquattrore dalla riconferma del sindaco uscente e che sono ancora in fase di verifica. Ma l’alfiere del centrodestra è intenzionato ad andare fino in fondo.
“L’esigua distanza dal vincitore, 361 voti, ci obbliga a fare delle profonde valutazioni sulla presenza elevata di schede nulle, anche relativamente ai voti espressi ma annullati”.
Ma non finisce qui. “Oltre a questo – aggiunge Santini -, dobbiamo confermare quello che abbiamo denunciato qualche giorno prima del voto, ovvero la calata su Lucca di centinaia di attivisti che hanno battuto casa per casa, recuperando voti e gettando fango su noi, evocando l’antifascismo e martellando le persone su un accordo con CasaPound che non c’era e non c’è mai stato. Tutti questi elementi hanno concorso a una mancata vittoria che chiama in ballo anche una considerazione sui tanti lucchesi che si lamentano e poi disertano le urne. A differenza di questa categoria di cittadini, colgo l’occasione per ringraziare, a nome di tutti i componenti del mio schieramento, i 17092 lucchesi che mi hanno votato. Prometto loro che non li lasceremo soli e gli impegni che abbiamo preso cercheremo, per quello che ci sarà consentito, di portarli avanti. Non sarà facile vista la deriva intrapresa dal sindaco Tambellini, che ha detto esplicitamente che la parte buona di Lucca è quella che lo ha votato. Ne deriva che considera cattiva la parte restante, ovvero il 75% dei lucchesi. La grande diserzione dalle urne deve fare riflettere tutti, ma in particolar modo chi ha amministrato in questi cinque anni. Da parte nostra non faremo sconti, cominciando dal primo nodo, quello del bilancio consuntivo 2016, che sarà subito incandescente, vista la difficoltà che avranno gli stessi consiglieri di maggioranza ad approvarlo. Non sarà questo il solo banco di prova di un Pd che a Lucca avrà anche vinto grazie anche a particolari disponibilità economiche di alcuni suoi notabili, che però poco hanno da ridere in un contesto nazionale dove il partito ha preso delle batoste che ne mettono a repentaglio il futuro”.
A Santini non sono certo sfuggite le stilettate che già nella notte gli sono arrivate dal sindaco Tambellini: “Quello che mi è più dispiaciuto è notare questo atteggiamento in un sindaco riconfermato per un pugno di voti, di fronte ad una città spaccata a metà. Ho trovato sgradevole oltre che gravissimo che Tambellini abbia detto che ha vinto con lui la Lucca buona”.

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