Caso Remaschi in direzione, un pezzo di Pd contesta il percorso

Dopo l’ennesimo rinvio di martedì scorso (12 settembre) per l’impossibilità a partecipare del commissario comunale Stefano Bruzzesi, è stata riconvocata per lunedì (18 settembre) la direzione territoriale del Pd per valutare la posizione di Marco Remaschi e Lucio Pagliaro ‘rei’ di aver dialogato con il candidato sindaco del centrodestra Remo Santini durante la campagna elettorale e, nel caso dell’assessore regionale, di aver promesso un presunto appoggio alle urne.

Sul tema intervengono alcuni esponenti dell’ala non renziana del partito (Cecilia Carmassi, Emanuela Bianchi, Pierluigi Cristofani, Daniela Grossi, Francesca Pacini, Gianni Giannini, Federica Pierotti, Giancarlo Longhi, Francesco Cellai, Leonardo Dinelli, Daniele Maffei, Vittoria Pasquini, Francesca Pierotti, Renza Borselli, Pietro Bertolozzi, Silvano Papini, Chiara Cristofani): “Come esponenti del Pd con ruoli attuali o passati in diversi organismi – si legge nella nota firmata – riteniamo utile affidare a queste poche righe alcune riflessioni anche tenuto conto che alcuni di noi non potranno partecipare. Innanzitutto confermiamo che per noi le vicende Remaschi-Pagliaro non posso essere risolte affidandole ad un improprio tribunale del popolo come temiamo qualcuno abbia inteso il cosiddetto percorso svolto nei circoli. Come dichiarato nella precedente direzione e con lettera da parte di molti segretari di circolo, le irregolarità nei comportamenti possono e devono essere oggetto di valutazione da parte della prevista commissione di garanzia, unico organo legittimato dallo statuto del Pd a valutare il comportamento dei singoli iscritti, dirigenti ed esponenti istituzionali ed eventualmente ad assumere decisioni conseguenti. Invitiamo Marco Remaschi e Lucio Pagliaro a farsi carico ed assumere autonomamente le proprie responsabilità per l’imbarazzo, il disagio e anche l’indignazione che hanno prodotto i loro comportamenti, perché la credibilità della politica passa anche dalla capacità degli esponenti di partito di assumersi in proprio l’onere di risarcire un danno prodotto nei confronti degli elettori e del partito stesso”.
“Invitiamo inoltre il commissario Bruzzesi – proseguono gli esponenti del partito – a convocare una assemblea comunale degli iscritti al fine di poter fare un bilancio pubblico e condiviso di questi mesi di commissariamento prima di avviare la ormai imminente campagna congressuale. Riteniamo infatti assai difficile suscitare negli elettori e nelle elettrici la voglia di partecipare attivamente alla vita di un partito che ha preferito col commissariamento far decadere tutti gli organi democraticamente eletti con l’unica motivazione che i rapporti di forza interni vedevano un sostanziale equilibrio tra le diverse sensibilità”.
“La vera unità tanto citata da alcuni dirigenti – concludono – può infatti fondarsi unicamente, a nostro avviso, su confronto democratico e rispetto delle regole, senza questi due pilastri che in questi mesi sono stati pesantemente minati, nessuna proposta politica può dirsi autenticamente tale e trovare adesione di persone disinteressate e animate da una sincera passione democratica”.

 

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