Occupazione ex Casina Rossa, Giannini (Pd): “Ferma condanna, ma c’è differenza con il neofascismo”

Condanna per l’occupazione dell’ex Casina Rossa ma allo stesso tempo netta differenziazione con i recenti episodi che hanno riguardato i gruppi di estrema destra in tutto il territorio nazionale. Arriva dal consigliere comunale del Pd, Gianni Giannini, un commento sull’episodio di sabato notte a Ponte San Pietro.

“Era inevitabile – dice Giannini – che dopo il tentativo di occupazione della Casina rossa ad opera di un collettivo che nel suo agire ripete sempre un solito clichè, i mastini della semplificazione politica si scatenassera, accomunando l‘azione con le intimidazioni fasciste a cui l’Italia intera è soggetta in questi ultimi tempi. Premesso che una azione con responsabilità penali è competenza di polizia e di magistratura e non è certo questa amministrazione o la maggioranza in consiglio comunale a eludere la ferma condanna di tale agire vediamo però di chiarire le differenze che ci sono fra l’azione di uno striscione intimidatorio davanti all’abitazione privata del sindaco di Lucca, l’invasione violenta della seduta di una associazione per la difesa dei migranti con comunicati farneticanti e l’occupazione di uno stabile, privato, per uno di quei rave party che sempre più connotano un fenomeno estemporaneo di una insofferenza giovanile che non ha frontiere”.
“Ad occhi ed orecchie sensibili – prosegue Giannini – la differenza dovrebbe essere ben chiara, ma agli indomiti detrattori dell’amministrazione lucchese evidentemente non basta. E con i loro comunicati non fanno altro che rafforzare l’idea che il pericolo fascista in Italia esiste, perché il tentativo di semplicicazione, anche di forze politiche dell’arco costituzionale, non è altro che il prodotti di un lapsus collettivo di memoria che spinge i Maus della malvagia politica, ad incentivare sentimenti antidemocratici con metodi intimidatori, azioni di violenza eversiva e di sopraffazione, indirizzata insolentemente e spregiudicatamente all’instaurazione di un ordine autoritario”.
“Per le ‘teste rasate’ ed i loro mentori – dice ancora il consigliere – il pensiero alternativo non ha diritto di esistere e ove possibile va contrastato anche con la violenza fisica e/o verbale. Negazionismo storico, xenofobia, autoritarismo, negazione dei diritti al femminile: questi sono i cavalli di battaglia della destra risorgente, seguace di riferimenti ideologici sconfessati,c he tante tragedie hanno provocato nel loro triste periodo di esercizio di potese. Questi comportamenti minano la stabilità democratica e l’applicazione delle leggi in vigore è stata fin troppo tollerante. Niente a che vedere con i minoritari gruppi di ragazzi antagonisti che comunque combattono una loro personale battaglia contro le ingiustizie e le disparità create da un mondo economico di cui la destra è paladina”.
“Se danni provocano – conclude Giannini – sono contro il patrimonio e le leggi già prevedono adeguate sanzioni. Non ho simpatia verso nessuno che infrange le regole, ma se proprio devo esprimermi condivido di più la lotta contro il potere economico (freddo, asettico e senz’anima) che quella contro il pensiero liberale (passionale e democratico)”.

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