Siamo Lucca: maestri neo precari, politica prenda posizione

“In questo momento, a seguito di una discutibile sentenza del consiglio di Stato, migliaia di maestri in tutta Italia, vedono sfumare i loro sogni di carriera nell’ambito della formazione scolastica. Tutti quei docenti diplomati prima del 2001 alla scuola magistrale, che sono iscritti nelle liste ad esaurimento dei vari provveditorati provinciali, secondo la sentenza, devono essere cancellati se non laureati. Il precariato diffuso nel mondo della scuola, irrisolto per meri motivi di risparmio, subisce un ulteriore affondo”. Lo sostiene il direttivo della lista civica SìAmoLucca in una nota.

“Lo Stato ha deciso di cambiare le regole del gioco ingarbugliando ancor più le carte – si legge nell’intervento -. E’ fondamentale che un argomento di così grande importanza per la formazione e l’educazione delle prossime generazioni esca fuori dall’arena della campagna elettorale in corso. Per questo sarebbe auspicabile che le forze politiche impegnate nella propria propaganda elettorale trovassero una convergenza, chiedendo con unanime forza di rimettere questa decisione nelle mani del prossimo esecutivo, il quale, con la responsabilità che il popolo gli ha dato, possa sostenere la posizione della sentenza o ribaltare la sua interpretazione. Noi di SiAmoLucca siamo curiosi di conoscere la posizione che le forze politiche intendono tenere sull’argomento, prendendo atto che il centro sinistra si è già espresso in merito, delegando ad altri l’onere di prendere una decisione cosi impopolare in un momento come questo in cui la popolarità è più importante anche della formazione, del lavoro e della scuola”.
Conclude il direttivo di SìAmoLucca: “La cancellazione dei maestri dalle liste dei provveditorati, lo ribadiamo, per noi non dovrebbe essere argomento da trattare prima del prossimo risultato elettorale, ma anzi dovrebbe essere il primo punto all’odg del futuro governo eletto, ma se in campagna elettorale si decide invece di affrontare il testo di questa discutibile sentenza, allora lo si faccia uscendo allo scoperto e che tutti i partiti, ad eccezione del centro sinistra, firmino un documento congiunto, un impegno, una richiesta al Capo dello Stato, in cui si richieda una sospensione dell’attuazione della sentenza stessa. Solo il centrosinistra non partecipi a questo atto, perché chi ha già scelto non può scegliere di nuovo”.

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